Rapporto McCarrick, Ncr: basta culto pubblico di Giovanni Paolo II

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Roma, 13 nov. (askanews) - Mentre i vescovi polacchi respingono le accuse a Giovanni Paolo II e sostengono che il Papa polacco fu "ingannato" da Theodore McCarrick, e monsignor Carlo Maria Viganò, un ex nunzio negli Stati Uniti che ha accusato il Vaticano di insabbiamento, respinge, in un'intervista alla tv ultraconservatrice Ewtn, di avere egli stesso partecipato ad insabbiare le denunce contro l'ex arcivescovo di Washington, il Catholic News Service, testata cattolica progressista in prima linea nel corso degli anni a denunciare gli abusi sessuali sui minori chiede che venga soppresso il culto pubblico nei confronti di Karol Wojtyla. Sono queste le reazioni alla pubblicazione, martedì, di un rapporto della Segreteria di Stato vaticana sull'ascesa del cardinale 90enne Theodore McCarrick, espulso dal collegio cardinalizio nel luglio 2018 da parte di Papa Francesco che, successivamente, lo ha dimesso dallo stato clericale, dopo che una indagine ha accertato i ripetuti abusi sessuali che egli aveva compiuto nel corso dei decenni su chierichetti, seminiaristi, giovani di famiglie che frequentava da pastore. Pur riconoscendo i grandi meriti del Pontefice che ha regnato dal 1978 al 2005 ("L'ultima decade del 20esimo secolo è stata incommensurabilmente arricchita dalla sua capacità di usare il papato per far sentire la voce dei popoli oppressi in tutta l'Europa orientale, dai suoi diversi sforzi verso il dialogo interreligioso e dalla sua personale testimonianza della dignità dell'invecchiare"), il National Catholic Reporter sottolinea altresì che, come rivealto ora dal rapporto McCarrick, "la prima decade decennio del 21esimo secolo sarà segnata per sempre dal processo decisionale calamitoso e insensibile di Giovanni Paolo II", e in particolare modo dall'avere ignorato le denunce di abusi ed aver promosso McCarrick. In particolare, Ncr evidenzia l'importanza della lettera - "rivelata per la prima volta" - con la quale il 28 ottobre 1999 l'allora cardinale arcivescovo di New York John O'Connor avvertì il Papa regnante che McCarrick era stato oggetto di accuse anonime ed era noto per invitare i seminaristi a dormire a letto con lui. Sulla possibilità di promuovere McCarrick, O'Connor scrisse, come riportato da rapporto vaticano: "Mi dispiace di dover formulare una forte raccomandazione contro tale promozione". O'Connor, che già era malato del cancro al cervello che pochi mesi dopo lo avrebbe spento, scrisse di avere "gravi paure" circa la possibilità della promozione e del "grave scandalo" che avrebbe potuto rappresentare per la Chiesa. "Leggetelo di nuovo", scrive Ncr. "Questa non era un semplice campanello di allarme. Era un bollettino di allerta, atto estremo di una delle figure più importanti della Chiesa globale". Giovanni Paolo II non solo ignorò questa allerta ma prese personalmente in mano il dossier e - dopo una lettera di autodifesa che McCarrick recapitò al segretario particolare di Wohtyla, il cardinale Stanislao Dziwisz - nominò pochi mesi dopo McCarrick a Washington. Da qui la richiesta della testata cattolica: "Giovanni Paolo per molti versi un uomo ammirevole, ma fu intenzionalmente cieco di fronte agli abusi sui bambini e sui giovani. Sopprimere il culto del defunto pontefice non significherebbe dire alle persone che devono buttare via le loro reliquie o le loro medaglie: le persone potrebbero ancora praticare la devozione privata nei suoi confronti. Ma per le vittime di abusi, i loro sostenitori e molti altri, la memoria di Giovanni Paolo non è più una benedizione. Non dovrebbe essere celebrata in pubblico".