Rapporto McCarrick: Viganò non fermò il cardinale sotto accusa

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Città del Vaticano, 10 nov. (askanews) - Il grande accusatore di Papa Francesco, l'ex nunzio apostolico negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò, che si è spinto a chiedere le dimissioni di Francesco perché, a suo dire, il Pontefice avrebbe sottovalutato le accuse contro McCarrick, "non compie tutti gli accertamenti che gli erano stati richiesti" quanto nel 2012 gli giunge una nuova denuncia e "non compie passi significativi per limitare le attività e i viaggi nazionali e internazionali di McCarrick". E' quanto emerge nel rapporto elaborato dalla Segreteria di Stato vaticana per volontà del Papa, e pubblicato oggi, sul cardinale Theodore McCarrick, 90 anni, arcivescovo emerito di Washington, che negli anni scorsi Francesco ha espulso dal collegio cardinalizio e dimesso dallo stato clericale per abusi sessuali. "Quando nel 2005 riemergono le accuse di molestie e abusi nei confronti di adulti, il nuovo Papa, Benedetto XVI, chiede rapidamente la rinuncia al cardinale statunitense, al quale aveva appena accordato due anni di proroga del mandato", scrive il direttore editoriale vaticano Andrea Tornielli in una sintesi del corposo rapporto. "Dal 2006 McCarrick lascia dunque la guida della diocesi di Washington diventando un vescovo emerito. Dal Rapporto emerge che in questo periodo Viganò, da delegato per le Rappresentanze pontificie, aveva segnalato ai superiori in Segreteria di Stato le informazioni giunte dalla nunziatura, sottolineandone la gravità. Ma, mentre lanciava l'allarme, anche lui comprendeva di non trovarsi di fronte ad accuse provate. Il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone presenta la questione direttamente a Papa Benedetto XVI. In quel contesto, in assenza di vittime minorenni, e trattandosi di un porporato ormai dimesso dall'incarico, viene deciso di non aprire un formale processo canonico per investigare su McCarrick". Ancora, "negli anni successivi, nonostante la richiesta rivoltagli dalla Congregazione per i vescovi di condurre una vita più ritirata e di rinunciare ai frequenti appuntamenti pubblici, il cardinale continuerà a muoversi viaggiando da una parte all'altra del globo, Roma compresa. Questi spostamenti erano in genere conosciuti e almeno tacitamente approvati dal nunzio". Più tardi, "a fronte di una nuova denuncia contro McCarrick comunicatagli nel 2012, Viganò, nel frattempo nominato nunzio negli Stati Uniti, riceve istruzioni di indagare dal Prefetto della Congregazione dei vescovi. Da quanto emerge dal Rapporto, il nunzio però non compie tutti gli accertamenti che gli erano stati richiesti. Inoltre, continuando a seguire lo stesso approccio usato fino a quel momento, non compie passi significativi per limitare le attività e i viaggi nazionali e internazionali di McCarrick".