Rapporto Oxfam: Paese immobile brucia futuro intere generazioni -3-

Red/Nes

Roma, 27 set. (askanews) - I giovani che ambiscono a un lavoro di qualità devono fare oggi i conti con un mercato del lavoro disuguale, caratterizzato, nonostante la ripresa dei livelli occupazionali dal 2008, dall'aumento della precarietà lavorativa e dalla vulnerabilità dei lavori più stabili. Il lavoro non basta più a garantire un livello di vita dignitoso: nel 2018 circa il 13% degli occupati nelle fasce d'età tra i 16 e i 29 anni era working poor, faceva cioè parte di una famiglia con reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Il fenomeno è riconducibile in buona parte agli inadeguati livelli retributivi che vedono i giovani penalizzati da quasi 40 anni nei livelli delle retribuzioni annue medie, rispetto agli occupati più anziani. Un fenomeno che va di pari passo con la proliferazione di contratti di breve durata e il boom degli occupati in part-time involontario che ha visto un incremento di 1.500.000 di unità nel decennio 2008-2018.

Un quadro d'insieme reso ancor più cupo dal persistente scollamento tra la domanda e l'offerta di lavoro qualificato: l'Italia detiene oggi il triste primato nel G7 per il maggior numero di laureati occupati in mansioni di routine e solo l'anno scorso 1,8 milioni di persone in possesso del titolo di laurea erano impiegati in professioni che richiedono un titolo di studio inferiore. L'assenza di posizioni lavorative qualificate e di prospettive di progressione di carriera condiziona fortemente la scelta di tanti italiani, oltre mezzo milione negli ultimi 4 anni, di trasferirsi all'estero: tra questi i giovani laureati costituiscono oggi tristemente la componente più rappresentativa. Ulteriore allarme desta poi l'elevato numero dei giovani italiani che non lavorano, né studiano, né sono impegnati in percorsi di formazione, la cosiddetta generazione NEET (Not in Education, Employment or Training), di cui faceva parte nel 2018 circa 1 giovane su 4 tra i 15 e i 34 anni. 'Dai un taglio alle disuguaglianze' è lo slogan scelto dai giovani protagonisti della campagna People Have the Power per richiamare l'attenzione pubblica e sollecitare l'azione dei decisori politici verso l'attuazione di urgenti misure di contrasto alle disuguaglianze che stanno fortemente compromettendo il loro futuro.

"Il rapporto di Oxfam dà voce alle richieste dei giovani, raccolte in un Manifesto indirizzato al Governo italiano e al Presidente della Repubblica, in qualità di principale garante della nostra Carta Costituzionale. Quella Costituzione che affonda le sue radici nel fondamentale principio dell'uguaglianza che chiediamo alle istituzioni di rendere vivo e concreto per i giovani del nostro Paese", conclude Bacciotti.

La campagna People Have the Power nasce all'interno di un progetto finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) volto a favorire la comprensione da parte dei giovani italiani delle cause alla base di una sempre più accentuata disuguaglianza economica in Italia e nel mondo e dell'impatto che ne consegue sui livelli di povertà ed esclusione sociale. Questo bagaglio di conoscenze si è quindi trasformato in azione, stimolando un gruppo di giovani provenienti da 12 città italiane (Aosta, Torino, Genova, Milano, Varese, Cagliari, Firenze, Arezzo, Roma, Terni, Foligno, Palermo), a farsi portavoce di istanze di cambiamento che in via prioritaria riguardano l'ambito dell'istruzione pubblica, del lavoro e dell'accesso alla cultura.