Rapporto sulla violenza ostetrica: molte esperienza traumatiche

Cro-Mpd

Roma, 28 nov. (askanews) - Taglio cesareo senza consenso e privo di indicazioni mediche, l'abuso di episiotomia, l'eccesso di induzioni, pressione sul fondo dell'utero (manovra di Kristeller), violazioni di privacy e di riservatezza, procedure mediche dolorose (come il raschiamento, la sutura dopo l'episiotomia, prelievo degli ovuli nelle procedure di fecondazione assistita ecc.) effettuate senza anestesia, l'impossibilità di decidere la posizione del parto, le pratiche di profonda umiliazione, abuso verbale e affermazioni sessiste ed altre: l'Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia, insieme alle associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo, ha presentato oggi a Roma la traduzione in italiano del Rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Dubravka Šimonovi sul tema del maltrattamento e della violenza ostetrica contro le donne nei servizi di salute riproduttiva e nel parto.

Un Rapporto annuale che per la prima volta affronta il tema della violenza ostetrica come violenza di genere e propone un approccio basato sui diritti umani. E che è il risultato della collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

"Nel mio rapporto - sottolinea l'autrice - affronto le cause all'origine del maltrattamento e della violenza in cui le donne diventano vittime dei sistemi sanitari scadenti, provati dalla mancanza di tempo e di risorse, come dalle condizioni di lavoro del personale sanitario. Leggi discriminatorie e stereotipi di genere pericolosi sul ruolo naturale delle donne nella società e nella maternità giocano un ruolo anche nel parto e contribuiscono a limitare l'autonomia e l'agire delle donne. Questi stereotipi nocivi sono ulteriormente giustificati dalla convinzione che il parto sia un evento che richiede sofferenza da parte delle donne, il che porta alla 'normalizzazione' dell'abuso. In aggiunta, nel mio Rapporto, affronto lo sbilanciamento dei poteri nella relazione tra i professionisti sanitari e i pazienti come ulteriore causa alla radice del maltrattamento e della violenza, incluso l'abuso della dottrina delle necessità medica che spesso viene usata per giustificare il maltrattamento e l'abuso durante il parto".

Le cattive condizioni di lavoro, la mancanza di formazione sui diritti umani e le scarse risorse economiche sono, secondo il Rapporto, le cause all'origine del maltrattamento e della violenza contro le donne nei servizi di salute riproduttiva e nel parto. Inoltre, la mancanza di supporto e di supervisione degli operatori sanitari è stato considerato un fattore che contribuisce al basso livello morale e alle attitudini negative dei fornitori di assistenza che, a turno, perpetuano il maltrattamento verso le donne. (Segue)