Rapporto sulla violenza ostetrica: molte esperienza traumatiche -2-

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Roma, 28 nov. (askanews) - La Relatrice Speciale, in conformità al mandato ricevuto dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha formulato delle raccomandazioni rivolte a tutti gli Stati membri, inclusa l'Italia.

Gli Stati dovrebbero elaborare delle strategie nazionali sui servizi di salute riproduttiva e sulla nascita al fine di assicurare trattamenti rispettosi, attenti e gentili, basati sul rispetto dei diritti umani nel contesto del parto e degli altri servizi riproduttivi, in linea con gli standard internazionali dei diritti umani, incluso il rispetto per la privacy e per la riservatezza.

In relazione alla violenza ostetrica, si chiede agli Stati di: 1. Garantire nella legge e nella pratica il diritto delle donne ad avere una persona di propria scelta durante il parto; 2. Considerare la possibilità di consentire il parto in casa ed evitare la criminalizzazione del parto a domicilio; 3. Monitorare le strutture sanitarie e raccogliere e pubblicare i dati sulle percentuali di tagli cesarei, di parti vaginali, di episiotomie e di altri trattamenti relativi al parto, all'assistenza ostetrica e ai servizi di salute riproduttiva, su base annuale; 4. Applicare gli strumenti dei diritti umani e gli standard dell'OMS relativi all'assistenza rispettosa alla maternità, durante il parto e nella violenza contro le donne; 5. Affrontare la mancanza dell'anestesia e del sollievo dal dolore, la mancanza della scelta della posizione del parto e la mancanza dell'assistenza rispettosa.

Inoltre, il Rapporto raccomanda di istituire delle procedure di accountability basate sui diritti umani per assicurare le compensazioni per le vittime di maltrattamento e violenza, incluso il risarcimento economico, il riconoscimento da parte dei fornitori di assistenza di avere agito male, le scuse formali e la garanzia di non ripetere più tali comportamenti.

Tra le raccomandazioni: quella di aumentare la consapevolezza tra gli avvocati, i giudici ed il pubblico circa i diritti umani delle donne nel contesto del parto per assicurare il ricorso efficace a dei rimedi; garantire valide e corrette istruttorie delle denunce di maltrattamento e violenza contro le donne durante il parto; assicurare la responsabilità dei professionisti e le sanzioni da parte delle associazioni/ordini professionali in caso di maltrattamento e l'accesso alla giustizia in casi di violazione dei diritti umani.

Dal punto di vista legale, adottare leggi e politiche sanitarie effettive per l'applicazione del consenso informato in tutti i servizi di salute riproduttiva e garantire un consenso preventivo, libero e informato per il taglio cesareo, per l'episiotomia e per altri trattamenti invasivi durante il parto.