Rappuoli: "Anticorpi monoclonali, ecco come funziona la cura che ha aiutato Trump"

Ilaria Betti
·.
·2 minuto per la lettura
(Photo: Wikipedia)
(Photo: Wikipedia)

Gli anticorpi monoclonali, con i quali Trump si è curato dal coronavirus, sono un gioiello di innovazione tecnologica. Lo spiega in un’intervista a La Repubblica, Rino Rappuoli, a capo della ricerca di Glaxo Vaccines e del Mad Lab della Fondazione Toscana Life Sciences. “Oggi riusciamo a sviluppare Anticorpi mille volte più potenti, che possono quindi essere usati in quantità mille volte inferiori e con un costo di conseguenza ridotto. Ecco perché, per la prima volta, possiamo usare gli Anticorpi monoclonali anche per le malattie infettive”, aggiunge.

L’anticorpo, sul quale sta lavorando Rappuoli ”è il più potente fra quelli descritti finora dalla comunità scientifica” sottolinea. Questo “fa una differenza enorme in termini di quantità che bisogna somministrare per avere un effetto: per il paziente è la differenza fra un’infusione in ospedale e una puntura a casa”. Gli Anticorpi “servono sia per prevenzione sia per migliorare le condizioni degli infetti. Se si danno a una persona sana la protezione scatta immediatamente, se li prende una persona con un tampone positivo si aiuta l’eliminazione del virus da parte dell’organismo. Certo, prima si prendono meglio è”.

L’anticorpo della sua ricerca ”è stato selezionato in modo che duri a lungo, con una protezione di circa sei mesi”. Questo però è un dato teorico da confermare “negli studi clinici di fase 3, durante la sperimentazione clinica che vogliamo iniziare prima della fine dell’anno. Se tutto va secondo i piani, saremo pronti con il farmaco per marzo 2021”. Si sta lavorando da anni “per sviluppare una tecnologia che renda gli Anticorpi più potenti così da poterne usare di meno e abbattere i costi. E renderli così accessibili anche a Paesi in via di sviluppo”.

Leggi anche...

Dalla prestigiosa rivista Science, tutti i dubbi sulla terapia anti-Covid di Trump

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.