Ravello Festival, chiusura "charmant" con Viotti e la Scala

Red

Ravello (Salerno), 1 set. (askanews) - Con l'Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Lorenzo Viotti, si è chiusa in bellezza la sezione sinfonica della 67esima edizione del Ravello Festival. Quella che ha segnato un cambio di rotta significativo al festival wagneriano, permettendo al pubblico della Città della Musica di apprezzare in un'unica stagione le più prestigiose compagini orchestrali italiane. Nonchè di portare alla ribalta, assieme ai classici del sinfonismo europeo, la grande tradizione strumentale italiana, attualmente poco frequentata: da Casella a Sgambati passando per Martucci, Ghedini, Smareglia e Respighi, con crescente interesse.

E a questo crescendo ha contribuito, con notevole charme ieri sera, il talento emergente di Viotti, classe 1990, figlio del direttore d'orchestra Marcello Viotti. La più bella cartolina dal Belvedere di Villa Rufolo, da mandare anche a chi in prima battuta aveva arricciato il naso davanti alla virata del Festival. Il maestro ha condotto l'ensemble fondato da Claudio Abbado in un bel programma che accostava l'allegria di Rossini (da Il barbiere di Siviglia) a Puccini (Preludio sinfonico) e alla rivoluzionaria sinfonia "Dal nuovo mondo" di Dvorák.

Esecuzione impeccabile, senza sbavature eppure piena di sentimento e apprezzata dal pubblico che a fine concerto ha chiesto, a forza di applausi, il bis. Viotti e l'Orchestra Filarmonica della Scala non si sono tirati indietro con l'Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni. Ultimo e inatteso assaggio della sezione sinfonica, curata in collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli, partner istituzionale della Fondazione Ravello.

A fine concerto, alla presenza del direttore artistico del Teatro San Carlo Paolo Pinamonti, il maestro è stato omaggiato dal Commissario della Fondazione Ravello, Mauro Felicori e dal sindaco di Guardia Sanframondi, Floriano Panza, di una bottiglia di falanghina, vino simbolo della "Città Europea del Vino". Nonchè di una riproduzione del logo, disegnato da Mimmo Paladino, firmata dai cinque sindaci dei Comuni di Castelvenere, Sant'Agata dei Goti, Solopaca, Torrecuso oltre a Guardia, promotori dell'iniziativa che ha portato all'ambito riconoscimento.