Razzi in Nord Corea per la pace: A Trump dico in abruzzese 'Donald, stai calmo'

redazione web
Razzi in Nord Corea per la pace: A Trump dico in abruzzese 'Donald, stai calmo'

In collegamento da un volo per Pyongyang, via Pechino, nell'attesa della partenza, il senatore Antonio Razzi, a Un Giorno da Pecora Rai Radio1, spiega di esser disposto a tutto, ma davvero a qualunque cosa, pur di portare la pace tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. "Sto andando in Corea del Nord per calmare le acque. E tranquillizzare tutto il mondo". Donald Trump è inviperito con la Corea del Nord, tanto che si temono rappresaglie militari. Insomma, andando li lei rischia molto, dicono i conduttori. "Io non ho assolutamente paura di andare lì, è un paese tranquillo, dove si può andare tranquillamente a passeggiare, dove nessuno ti ruba mai nulla". Trump, aggiunge, "aveva promesso che avrebbe dialogato con la Corea. A differenza di quanto pensa il Presidente Trump, i coreani hanno sempre detto che non attaccheranno nessuno se non vengono attaccati. Perciò spero che Trump non li attacchi".

Sta andando lì spontaneamente? "No, mi hanno fatto un invito formale, perché sabato 15 aprile c'è la Festa del Sole, per i 105 anni di Kim Il Sung, il nonno di Kim Jong-un". Incontrerà l'attuale dittatore? "Probabilmente sì, e sicuramente incontrerò il presidente della Repubblica". Lei sarebbe disposto a fare lo scudo umano pur di portare la pace? "Sicuramente sì, per il bene del mondo sono pronto a sacrificarmi. A Trump, in abruzzese, direi: Donald, stai calmo, non fare niente perché ci sono io". Sta partendo da solo? "No, con me c'è il senatore Bartolomeo Pepe e due imprenditori, Nicolino Di Quinzio e Nicola Colicchi". Quanto ha pagato il biglietto per l'aereo? "2.200 euro, me lo sono pagato da solo", assicura Razzi a Rai Radio1.

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