Razzismo, Calderoli: ora gi Colosseo? No crociate contro passato

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Roma, 11 giu. (askanews) - "Faccio mia la frase su Twitter di Osho ovvero "Non sarebbe ora pure di cambiare nome alla Casa Bianca?". La faccio mia perch fotografa la deriva iconoclastica e toponomastica che sta assumendo questa protesta innescata dall'omicidio di George Floyd che in questa fase sta diventando una sorta di crociata talebana". Lo ha detto Roberto Calderoli, Lega, vicepresidente del Senato.

"Seguendo questa logica radicale per cui vanno abbattuti i monumenti di Cristoforo Colombo o di Winston Churchill allora in Italia dovremmo prendere subito i picconi e abbattere il Colosseo, gran parte di Pompei e tutte quelle arene dove gli schiavi venivano immolati nei giochi dei gladiatori e delle bestie feroci. E dovremmo cambiare - continua - met delle strade italiane, perch dietro patrioti, rivoluzionari, generali e sovrani spesso c'erano stragi di civili, di popoli sconfitti, massacrati o ridotto in schiavitu': vogliamo parlare per esempio di cosa fece Giulio Cesare con i poveri Galli sconfitti? Per cui spero che si rifletta bene, lo dico ai pi esagitati, perch per esempio senza il colonialista Churchill la seconda guerra mondiale l'avrebbe vinta Hitler...".

"E poi vogliamo togliere dalle nostre tavole prodotti con nomi che possono evocare il razzismo: per esempio via il Negroni, sia il salame che l'aperitivo? Oppure via i quattro mori dalla bandiera regionale sarda? Non vado avanti - conclude Calderoli - credo che il discorso sia chiaro. Legittima ogni protesta, ma se sfocia in crociata no grazie".