Razzo cinese fuori controllo: i rischi

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razzo cinese caduta Terra
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Il razzo cinese Long March 5b (Lunga Marcia) è in caduta libera sulla Terra: presto potrebbe precipitare e coinvolgere un’area potenzialmente molto vasta, nella quale è inclusa una parte dell’Italia.

Razzo cinese in caduta libera sulla Terra

Il razzo dal peso di oltre 20 tonnellate è probabile che non venga completamente distrutto dall’attrito con l’atmosfera terrestre. Di conseguenza, si teme che alcuni grossi frammenti raggiungano la superficie della Terra. Il rischio è che impattano su aree abitate, creando danni a cose e persone.

Una situazione analoga si era verificata un anno fa, quando alcuni pezzi caddero in parte nell’Oceano Atlantico. Ma altri frammenti del razzo raggiunsero la Costa D’Avorio. Dinamiche identiche si stanno per verificare nuovamente e stanno allarmando gli esperti, i quali sottolineano l’inaccettabilità di lasciare che “spazzatura spaziale” dalle dimensioni così ampie venga fatta rientrare sulla Terra senza un controllo.

Razzo cinese in caduta libera sulla Terra: le preoccupazioni degli esperti

Il professor Jones Jonathan McDowell, astronomo dell’Università di Harvard specializzato proprio nello studio degli oggetti che orbitano attorno alla Terra, ha fatto sapere che da più di 30 anni le agenzie aerospaziali non lasciano in caduta libera oggetti con una massa superiore alle 10 tonnellate. Tuttavia, stando a quanto reso noto, la Cina sembra non premurarsi particolarmente dei rischi per la sicurezza pubblica.

Una situazione simile, infatti, si era già verificata nel 2020, dopo il rientro incontrollato della stazione spaziale Tiangong di due anni prima.

Quando e dove precipiterà il razzo cinese in caduta libera sulla Terra

Lo stadio del razzo appare in rapida rotazione e viaggia a una velocità di 7 chilometri al secondo. Nell’arco di 90 minuti quindi compie un intero giro del pianeta.

Gli esperti che stanno monitorando la situazione hanno fatto sapere che il razzo potrebbe raggiungere la Terra nella seconda settimana del mese, tra il 10 e il 16 maggio. Al momento, tuttavia, non si possono fare previsioni certe. Preoccupa soprattutto l’area che potrebbe essere coinvolta dalla possibile caduta dei frammenti del razzo.

Il professor Luciano Anselmo dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa ha commentato la situazione. Interpellato dall’Ansa, il professore ha fatto sapere che la caduta dell’oggetto “potrebbe avvenire nella fascia compresa fra 41,5 gradi a Nord e 41,5 gradi a Sud, e che comprende anche l’Italia centrale e meridionale.

Per lo scienziato, è presto per giungere a conclusioni perché l’orbita potrebbe subire variazioni rilevanti. Servono ancora i risultati del costante monitoraggio operato dagli esperti. Naturalmente la speranza è che i pezzi del razzo finiscano in luoghi completamente disabitati, evitando danni significativi a persone, cose, animali e all’ambiente.

Mentre proseguono le ricerche sul Pianeta rosso, molti scienziati chiedono a gran voce una normativa internazionale che imponga limiti ai lanci che possono compromettere la sicurezza pubblica.