In RD Congo, donne e bambini vittime di un conflitto dimenticato

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Roma, 20 apr. (askanews) – Abusi sessuali su donne e ragazzine, rapimenti, attacchi a scuole e ospedali; sono solo alcune delle violenze perpetrate dai gruppi armati che si contendono il territorio della Repubblica democratica del Congo e le sue ingenti risorse naturali, dai metalli preziosi agli idrocarburi.

Quella del Congo resta una delle crisi umanitarie più complesse e prolungate dell’Africa, ad oggi con oltre 27 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria. Un coflitto spesso dimenticato. In tutto il Paese si contano oltre 5,6 milioni di sfollati interni, causati soprattutto da guerre tra gruppi etnici e scontri fra esercito regolare e le numerose sigle combattenti, almeno 130 nelle sole province orientali del Kivu.

Abijawa, 24 anni, racconta. “Sono fuggita dal mio villaggio con i miei quattro figli. La situazione era terrificante, sono fuggita da sola senza mio marito. Ho passato una notte nella foresta prima di arrivare qui in questo villaggio. Mio marito è scappato con altri due dei nostri figli, non so dove si sia rifugiato. Non so se è vivo. La mia vita è difficile e la mia salute è compromessa”.

Yangia, 15 anni, è fuggito dal suo villaggio con il nonno, non ha notizia dei suoi fratelli. “Non ho amici in questo villaggio, è molto difficile adattarsi, anche a scuola. Se un giorno la guerra finisse, vorrei tornare al mio villaggio. Studiamo in cattive condizioni, quando piove dobbiamo andare da qualche parte per ripararci. Non ho amici in questo villaggio, ho solo un’attività, andare a scuola”.

“Cambia la loro storia” è la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi lanciata da ActionAid per fornire assistenza umanitaria alla popolazione sfollata nel’Est del Paese. Nelle province del Sud Kivu e del Maniema sorgeranno nuove scuole per garantire il diritto all’istruzione a migliaia di bambini e tre centri polifunzionali destinati in particolare alle donne, concepiti come spazi protetti dove ricevere, fra l altro, assistenza medica.

Dal 17 aprile al 31 maggio ognuno potrà dare il proprio contribuito con un sms o una chiamata da rete fissa al numero solidale 45511.

Povertà estrema e insicurezza alimentare, a dispetto della concentrazione, senza uguali al mondo, di risorse naturali custodite nel sottosuolo congolese. Secondo la Banca Mondiale, oltre il 70% della popolazione (60 milioni di persone) vive con meno di 1.90 dollari al giorno. Si stima siano 860mila i bambini e 470mila le donne in gravidanza o in allattamento gravemente malnutriti. E la guerra in Ucraina ha avuto effetti anche qui, aggiungendosi a una situazione già disperata con l’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime.

Per rispondere alla crisi umanitaria e garantire un’istruzione di qualità ai bambini sfollati, nelle province di Fizi e Minembwe (Sud Kivu) e Kabambare (Maniema), ActionAid costruirà nuovi edifici scolastici e riqualificherà quelli inagibili, dotandoli di servizi igienici e ambienti riservati esclusivamente alle ragazze. Gli insegnanti e il personale scolastico riceveranno una formazione specifica. In parallelo sorgeranno tre centri polifunzionali, rivolti in particolare a donne e bambini, concepiti come spazi sicuri e protetti dove ricevere assistenza medica, educazione sulla salute sessuale e supporto psicologico, svolgere attività ricreative e formative. I centri funzioneranno anche come piattaforme per la distribuzione di acqua pulita, kit igienici e materiale didattico. L’intervento nel complesso coinvolgerà direttamente ottomila persone, inclusi circa cinquemila bambini che finalmente potranno andare a scuola.

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