Rdc, navigator campani si legano per protesta

webinfo@adnkronos.com

Nuova azione di protesta dei navigator campani per chiedere alla Regione Campania di siglare la convenzione con Anpal. I manifestanti si sono simbolicamente legati sotto il palazzo della Regione Campania "per denunciare il muro contro muro che blocca da oltre 50 giorni" la loro contrattualizzazione e li ha resi, spiegano "ostaggio di un gioco politico".Secondo i navigator, "le motivazioni del presidente della Regione Vincenzo De Luca contro la nostra contrattualizzazione non trovano più fondamento, in quanto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in vigore da oggi, il decreto legge che prevede la stabilizzazione dei precari Anpal. Si chiede l’immediato intervento del nuovo Esecutivo affinché con un atto concreto sblocchi la situazione paradossale che si è creata garantendo l’immediata contrattualizzazione dei Navigator". 

I navigator campani spiegano che "il nuovo Governo, nella persona del presidente Conte, ha il dovere di restituire ai navigator la dignità di un lavoro conquistato vincendo una selezione pubblica". Nell'augurare "buon lavoro" alla neo ministra, Nunzia Catalfo, "madrina della Legge istitutiva del Reddito di Cittadinanza".  

I manifestanti auspicano "che intervenga tempestivamente per porre fine a questa bagarre politica che si consuma sulle vite di 471 cittadini della Repubblica". I navigator rivolgono inoltre un appello "al neo ministro per il Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, al ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, e al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, di intervenire affinché una Regione del Sud riemerga da questo pantano istituzionale. La Campania, terra complessa, bella e dannata ha il più alto numero di percettori del Reddito di Cittadinanza, e non può essere accantonata, soprattutto in questa seconda e cruciale fase delle politiche attive del lavoro".  

I navigator campani proseguiranno la loro protesta "contro la forma di discriminazione di cui sono vittime e per il riconoscimento del loro diritto ad essere contrattualizzati, al pari dei loro colleghi nel resto d'Italia".