Realacci: "Biogas centrale in partita Recovery Fund"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

Nella partita del Recovery Fund "il biogas, con tutte le rinnovabili, così come il dissesto idrogeologico, l'innovazione, l'auto elettrica, rappresenta il cuore. E su questo si deve puntare. Il modo in cui affronta questa partita il Consorzio italiano biogas è quello giusto, perché dimostra che non si sta difendendo l'interesse di un settore ma che quel settore mette in modo tutto il Paese". Così Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola, in occasione del confronto in diretta streaming organizzato dal Cib – Consorzio Italiano Biogas, per lanciare “Farming for Future. 10 azioni per coltivare il futuro”, road map per la trasformazione agro-ecologica dell’agricoltura italiana.

"Questa partita si incrocia con la necessità di abbattere le emissioni in agricoltura - continua Realacci - L'accoppiata digestore anaerobico e digestato per fertilizzare i terreni ha anche l'effetto di ridurre ammoniaca e metano; l'idea dell'agroforestazione è un pezzo della scommessa che dobbiamo fare e si sposa con frontiere avanzatissime. Siamo di fronte a un settore importantissimo su cui l'Italia deve scommettere anche perché rivitalizzare l'agricoltura italiana su base territoriale significa tenuta del nostro territorio e dell'identità del Paese".

"La situazione è difficile, la pandemia sta mordendo ed è chiaro che la ripartenza non sarà domani, il tempo della ripartenza coincide con quello del Recovery Fund. La transizione verde deve impegnare al meno il 37% di questi fondi, per l'Italia si trata di 209 miliardi di euro. Questa partita apre spazi enormi e il rischio di essere bocciati in Europa. Purtroppo il governo finora ha fatto emergere soprattutto una miriade di proposte, 600 progetti tirati fuori dai cassetti senza cambiare nulla e che nulla hanno a che vedere con ciò che va fatto".

"Abbiamo assistito anche a delle pantomime, ho visto un ministro - aggiunge Realacci - proporre per il Recovery Fund il tunnel sotto lo stretto di Messina, che non c'entra niente con queste priorità e non ha la tempistica del Recovery Fund".