Realacci (Legambiente): Pd-M5S? Occasione per un governo "verde" -2-

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Roma, 19 ago. (askanews) - Le retromarce di M5S su Ilva, Tap, Tav non preoccupano l'ambientalista. "Mi preoccupo - dice - dell'ambientalismo dell'opposizione a tutto che c'era prima. Di impianti a biogas raccontati come fossero la Morte Nera. O della Xylella, a lungo negata, che ha ucciso cento volte più ulivi di quanti ne saranno abbattuti per fare il Tap". Sulla Tav, aggiunge, "io capisco i motivi identitari dei cittadini della Val di Susa, ma opporsi al Tav non è ambientalismo. Serve che qualcuno si impegni a spostare le merci da gomma a rotaia. Da Italia a Sizzera le merci vanno tutte su treno. Tra Italia e Francia vanno al 90% su gomma".

Realacci affronta anche il tema dell'energia elettrica, sostenendo che "l'autoproduzione oggi è una leva di crescita formidabile per le energie rinnovabili. Oggi un Comune che mette i pannelli fotovoltaici sul tetto di una scuola non può usarli nei propri edifici ma deve metterlo nella rete. Pensate che incentivo sarebbe, se ci fosse una legge sull'autoproduzione".i.

Il governo Pd-Cinque Stelle può il motore di tutto questo ma, avverte, "devono cambiare tante cose, anche tra noi del Pd: Zingaretti non è Renzi, ed è molto più attento di lui sulle questioni ambientali. Ma gli esponenti del Pd, quando vengono invitati in televisione, parlano sempre d'altro. Il clima non è mai un argomento di visione per i miei compagni di partito".

Giallo e rosso assieme non fanno verde, almeno per ora...Ma "è così - ne è convinto Realacci - che si costruisce un'alternativa politica. Cinquant'anni fa il discorso di Kennedy tracciò la frontiera e portò l'uomo sulla Luna. La nostra prossima frontiera, la nostra prossima Luna, è la soluzione del problema climatico. Ed è una frontiera che riguarda noi come Italia, ma anche l'Europa, anch'essa bisognosa di una nuove missione, anche perché l'economia è al palo e questa è la musica che dobbiamo suonare. Marchionne, prima di morire, aveva cambiato idea sull'auto elettrica, perché aveva capito che sarebbe stato l'unico modo per vendere le macchine in Cina. Non solo, però. Perchè la green economy è anche una costruzione politica". Giorgio La Pira, conclude Realaccio, diceva spesso che solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio. La Pira non era un biologo e ignorava armadillo e tartaruga. Ma La Pira voleva dire che la condizione per l'apertura è un'identità forte. E che i muri li costruisce chi ha identità indebolite e degenerate. Quello di Salvini non è patriottismo. La sfida ambientale che non alza muri, ma che al contrario produce inclusione e condivisione, è la risposta giusta per invertire la rotta".