Recoba e lo scontro con Vivas: "Parole contro tutta la sua famiglia, poi venne all'Inter"

E’ stato tra i giocatori più amati in assoluto dai tifosi dell’Inter, un campione capace di risolvere le partite con prodezze balistiche che in pochi potevano anche solo immaginare.

Alvaro Recoba è rimasto nell’immaginario di molti come una delle stelle tecnicamente più dotate a cavallo tra gli anni ’90 ed i primi anni 2000 e parlando in Argentina della sua carriera, ha svelato qual è il suo più grande rimpianto.

“Sono stato sempre in campo da quando avevo quattro anni. Non avevo in mente altro che il calcio ed ho fatto un errore. Pensavo che non fosse possibile giocare e studiare allo stesso tempo, ma non era così”.

‘El Chino’ ha svelato con quali ex compagni è ancora in contatto.

“Parlo abbastanza soprattutto con Vieri e alcuni dell’Inter. Uno degli ex compagni che amo di più e considero un vero amico è Almeyda”.

Recoba era famoso per i suoi goal di straordinaria bellezza.

“Mi sono divertito, ma ho fatto anche goal non bellissimi. Un giocatore prova sempre a fare ciò che è meglio per se, per la squadra e per i tifosi”.

L’ex attaccante uruguaiano riuscì a rubare la scena a Ronaldo nel giorno del debutto del Fenomeno in Serie A con l’Inter.

“Anche io ero all’esordio quel giorno, ma ero solo un ragazzo che veniva dall’Uruguay, una sorta di attore non protagonista al fianco del Fenomeno. Ebbi la fortuna di entrare contro il Brescia e feci due goal. Il giorno dopo i giornali dissero che avevo salvato l’allenatore. Sono sempre andato d’accordo con Ronaldo, voleva che suo figlio si mettesse con mia figlia. Era un simpatico pazzo, i brasiliano sono speciali”.

Recoba ha raccontato un aneddoto che l’ha visto protagonista con Nelson Vivas.

“Era una partita di qualificazione ai Mondiali del 2002, Vivas mi diede un calcio al polpaccio, gli dissi tante parolacce, contro tutta la sua famiglia. Poi l’ho ritrovato all’Inter e ci siamo fatti tante risate”.

Recoba è stato spesso accostato a club argentini, ma non ha mai giocato in Argentina.

“L’unica volta che sono venuti a cercarmi è stato quando giocavo ancora nell’Inter. Marcelo Tinelli da un momento all’altro è apparso a casa mia e mi ha fatto una bellissima proposta. Voleva portarmi al San Lorenzo, ma stavo molto bene in Italia”.