Recovery: Draghi e l'Italia che sarà, 'no ritardi o miopi visioni di parte, credo nel mio Paese' (4)

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(Adnkronos) – Ma se l'Italia la spunterà, se farà le riforme, se dunque otterrà le risorse per affrontare gli investimenti che il Pnrr disegna, "nel 2026 il PIL sarà di circa 3,6 punti percentuali superiore rispetto a uno scenario di riferimento che non tiene conto dell’attuazione del Piano". L'occupazione crescerà di "3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base nel triennio 2024-2026", e "l’accelerazione della crescita può essere superiore a quanto riportato nel PNRR se riusciamo ad attuare riforme efficaci e mirate a migliorare la competitività della nostra economia".

Draghi fa il punto anche sulla 'governance', uno dei punti nevralgici del Pnrr tanto da decretare la fine del governo Conte, con i renziani sulle barricate. "E' strutturato su diversi livelli – spiega il premier – L’attuazione delle iniziative e delle riforme, nonché la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilità dei Ministeri e le autorità locali, che sono chiamati a uno straordinario impegno in termini di organizzazione, programmazione e gestione. Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione Europea sono affidati al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Infine, è prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito tra l’altro di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell’attuazione del Piano". Dunque di spingere qualora qualcuno dovesse rallentare, mettendo a rischio gli obiettivi che il Pnrr si pone.