Recovery, Edo Ronchi: risorse per misure clima largamente insufficienti

Red
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Roma, 9 feb. (askanews) - "Le risorse previste dal Piano italiano per la ripresa e la resilienza-PNRR per le misure climatiche sono largamente insufficienti". E' l'allarme lanciato, cifre alla mano, da Edo Ronchi, ex ministro dell'Ambiente e oggi alla guida della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che in audizione oggi alla Camera, ha esortato il governo ad "allineare il Piano italiano per la ripresa e la resilienza con la transizione verde di Next Generation EU".

Rilevando come "sulla base delle indicazioni europee, il PNRR italiano per la transizione verde e la neutralità climatica, dovrebbe contenere una valutazione dei suoi benefici per il clima (quante emissioni di gas serra contribuisce a ridurre?) e l' ambiente che invece è assente , nonché documentare che nessuna delle misure previste nel PNRR comportano danni al clima e all'ambiente", Ronchi ha sottolineato che andrebbe allocato "almeno il 37% delle risorse ( il totale delle risorse a valere sul RRF è pari a 210,91 miliardi ,superiori ai 196,5 assegnati all'Italia, quindi il 37% corrisponde a 78 miliardi ).Non pare corretto - ha osservato - utilizzare il 37% riferito in precedenza dalla Commissione all'intera transizione verde, compresa la biodiversità: la Guida che indica il 37% per il cima è successiva, quindi corregge, o aggiorna, la precedente indicazione. Del resto il 37% per misure per il clima era citato anche nelle indicazioni della Commissione europea del 14 ottobre sul PNIEC italiano. Il totale delle risorse del RRF per la transizione ecologica della Missione 2 è pari a 67,49 miliardi (31,9%), 10 miliardi in meno del 37% . Una parte di questi finanziamenti, inoltre, non ha effetti né per la mitigazione né per l'adattamento climatico (per es. i finanziamenti per mettere a norma le fognature e i depuratori , per la gestione dei rifiuti raccolti a mare, nonché alcuni degli interventi finanziati per l'agricoltura)".

Insomma, "le risorse previste dal PNRR per le misure climatiche sono largamente insufficienti, a fronte delle sforzo necessario per il nuovo target europeo del 55% al 2030 anche in vista di COP 26 di Glasgow, dove l'Italia, paese co-organizzatore insieme all'Inghilterra, dovrebbe presentarsi con le carte in regola", ha ammonito l'ex ministro.

"In particolare - ha specificato - rispetto ai finanziamenti previsti dal PNRR, serve uno sforzo maggiore per tutte le rinnovabili (elettriche, termiche e per i biocarburanti ), per puntare sull'adeguamento della rete e delle strutture annesse per poter accogliere quasi il 70% di produzione da rinnovabili al 2030 e il 100% prima del 2050 e maggiori investimenti per la decarbonizzazione dell'industria e dei trasporti".