Recovery Fund, europarlamentari: una svolta ma ancora da lavorare

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Recovery Fund, europarlamentari: una svolta ma ancora da lavorare
Recovery Fund, europarlamentari: una svolta ma ancora da lavorare

Roma, 19 dic. (askanews) – Il cambio di passo dell’Europa davanti all ‘emergenza Coronavirus è evidente, secondo gli europarlamentari italiani. La novità del Recovery fund e degli altri strumenti messi a punto in questi mesi viene riconosciuta da tutti i partiti, centrodestra e centrosinistra, ma questo non vuol dire che i problemi siano tutti risolti. E’ quanto emerso dalla mattinata di dibattito organizzata dall’ufficio italiano del Parlamento europeo, che ha riunito i principali esponenti dei partiti italiani a Bruxelles per un webinar dal titolo “Nuovo bilancio e Next Generation EU: un piano europeo per far ripartire l’Italia”.

Per il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, del Movimento 5 stelle, è importante non sprecare l’opportunità unica rappresentata dal Recovery fund.

“L’Italia vuole farsi trovare pronta a questo appuntamento, le priorità sono note e sono incarnate da questi sei assi portanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

“Le risorse di Next Generation EU e quelle della prossima programmazione devono essere coordinate in una visione unitaria, rappresentano un’occasione da non perdere”.

Antonio Tajani, Fi, riconosce i passi avanti dell Ue.

“Va sottolineato il cambio di atteggiamento, l’Europa che era un tempo orientata alla politica del rigore, adesso è orientata alla politica della solidarietà”.

“Gli interventi che devono essere fatti devono avere una visione strategica: non un finanziamento a pioggia ma grandi infrastrutture, penso a quelle digitali…”.

Irene Tinagli annuncia una notizia importante, l’aumento dell anticipo della quota di Recovery Fund spettante a ciascun paese.

“Questo per l’Italia significa un prefinanziamento che più o meno dovrebbe passare dai 15 ai 20-21 mld. Questo è, penso, un risultato importante”.

Ma la Tinagli aggiunge un appello all unità: “L’unico modo per ottenere risultati è lavorare uniti. Abbandonare le polemiche e lavorare per le cose che ci uniscono”.

Meno entusiasta è Raffaele Fitto, di Fratelli d’Italia: “La nuova questione che avremo in Europa sarà quella dell atteggiamento dei paesi cosiddetti frugali che potranno intervenire in modo abbastanza diretto e soprattutto in modo pericoloso”.

Peraltro, aggiunge, i soldi europei devono essere affiancati da risorse italiane:

“Il principio di addizionalità dellle risorse. Queste risorse non possono essere queste e basta ma dovrebbero essere parte di un contesto più ampio, dove ci sono le risorse nazionali”.

Anche Bonfrisco, della Lega, invita ad evitare facili entusiasmi: “Non possiamo spacciare il Recovery fund come una pioggia di miliardi che arriva”.

Bisogna ricordare, ha sottolineato la Bonfrisco, che l’Italia partecipa al finanziamento del Recovery fund. Dunque, al netto dei versamenti fatti, i soldi che arrivano sono meno di 81 miliardi.

“Quindi noi saremo beneficiari alla fine di 32 miliardi di euro. Sono pochi, tanti? Sono pochissimi, ma li considero comunque importantissimi perché danno il segno di un’Europa che intende essere non solo un soggetto ecomico, ma compie uno sforzo per essere vicino e unita”.

Ma per Tiziana Beghin il bilancio è sicuramente positivo: “Noi italiani siamo un po’ abituati a sottovalutare la nostra importanza in europa. Tuttavia è un dato di fatto che senza l’Italia questo risultato non si sarebbe raggiunto o non sarebbe stato così rilevante”. “L’ammontare degli investimenti, supera le risorse del piano Marshal, darà un contributo a interventi sistemici in Italia”.