Recovery, De Luca a Governatori Sud: pronto furto, stare uniti

Red
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Napoli, 16 dic. (askanews) - "Si prepara un vero e proprio furto in danno del Sud e delle sue Regioni" che ammonta a "20,92 miliardi di euro solo per la parte a fondo perduto del Piano di Ripresa e Resilienza". E' quanto scrive il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in una lettera inviata ai colleghi di Abruzzo, Basilicata, Sicilia, Molise, Puglia e Calabria per invitarli a prendere parte a un incontro che si terrà domani alle 17 in modalità telematica, per discutere del riparto dei fondi europei del programma Next Generation. Per De Luca "si rende urgente e necessaria un'iniziativa forte delle Regioni meridionali, che devono ritrovare una comunità di visione e di azione, al di là delle rispettive collocazioni di schieramento politico". Il programma previsto dall'Europa è "imponente" e "prevede l'impegno di ben 209 miliardi di euro, di cui 193 miliardi del solo Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr), a loro volta divisi in 65,4 miliardi a fondo perduto e - scrive De Luca - 127,6 miliardi a titolo di prestito da rimborsare. Risorse che l'Europa rende disponibili per un rilancio economico finalizzato, in primo luogo, a colmare il divario tra aree più sviluppate ed aree con Pil molto al di sotto della media europea e con più alto tasso di disoccupazione. Del resto, se l'Italia è il Paese cui è destinata la maggiore quota di risorse è proprio perché comprende una consistente area con tali requisiti di debolezza: il Mezzogiorno". "Di tutto ciò - aggiunge - non vi è traccia del dibattito politico di queste settimane, tutto incentrato su inaccettabili ed estemporanee ipotesi di governance tecnocratica e centralistica. Anzi, vi è di peggio. I criteri europei di riparto delle risorse sono totalmente occultati in tutti i documenti ufficiali. Da ultimo, è circolato un Piano del governo che capovolge i criteri europei e ripropone la banale distribuzione delle risorse fra Centro-Nord e Sud secondo un criterio esclusivamente demografico, cioè il contrario dei principi di coesione sociale e territoriale sanciti nel Trattato di funzionamento dell'Unione e nella nostra Costituzione". (segue)