Recovery plan è "opportunità del secolo" per Ue - von der Leyen

di Jan Strupczewski
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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Bruxelles

di Jan Strupczewski

BRUXELLES (Reuters) - Il piano da 750 miliardi di euro dell'Unione europea per ricostruire un'economia più verde e digitale dopo la pandemia è l'opportunità del secolo per il blocco, secondo la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

In un videomessaggio pubblicato poco prima della presentazione congiunta dei piani nazionali di Francia e Germania su come spendere le rispettive quote dei fondi Ue, von der Leyen ha detto che Bruxelles si assicurerà che i programmi pluriennali non deludano le aspettative.

"Vogliamo costruire un'Europa green che protegga il clima e l'ambiente e crei posti di lavoro sostenibili", ha detto nel video. "Vogliamo investire in un'Europa digitale, innovativa e competitiva sui mercati globali. E vogliamo un'Europa resiliente, che sia meglio preparata ad affrontare le crisi future".

"Abbiamo 750 miliardi di euro per costruire l'Unione del futuro". Questa è l'opportunità del secolo per l'Europa. Un momento davvero storico", ha detto la presidente della Commissione.

L'Italia ha illustrato ieri alla Camera il recovery plan da diversi miliardi di euro per riformare l'economia attraverso investimenti e riforme, con il presidente del Consiglio Mario Draghi che ha detto ai parlamentari di avere in mano la chiave per il benessere futuro del Paese dopo i danni del coronavirus.

Francia e Germania, che nel maggio 2020 hanno avuto l'idea di un fondo speciale dell'Unione per la ripresa post-pandemia, presenteranno congiuntamente i loro piani nelle prossime ore.

La scadenza non rigida per la presentazione dei piani da parte dei 27 governi, che serve a illustrare come intendono spendere i miliardi che riceveranno dal debito congiunto della Ue fino al 2026, è il 30 aprile, ma è probabile che metà dei Paesi invii i programmi solo a maggio.

Il programma Ue impone ai governi di investire il 37% del denaro ricevuto nella riduzione delle emissioni di Co2 e il 20% nella digitalizzazione, per esempio migliorando il processo di alfabetizzazione informatica o costruendo reti internet ad alta velocità.

La Commissione avrà due mesi dal momento in cui riceverà i programmi nazionali per verificare che rispettino i criteri richiesti. I ministri dell'Economia avranno poi un altro mese per effettuare le proprie valutazioni, prima che i Paesi richiedenti ricevano i primi soldi.

Ogni Paese del blocco potrà ricevere un pagamento anticipato del 13% della propria fetta del recovery fund una volta approvati i piani. Per l'intera Ue si tratta di circa 45 miliardi di euro per quest'anno, forse già a luglio.

Il resto verrà pagato in rate al raggiungimento di ogni tappa e obiettivo dei progetti e delle riforme illustrati nei piani e dopo la verifica del completamento degli stessi.

Tuttavia, affinché i fondi vengano distribuiti, i 27 Parlamenti nazionali devono per prima cosa ratificare una legge che aumenta le garanzie nazionali al bilancio Ue, che è il garante ultimo del debito congiunto del blocco. Finora, 18 Paesi hanno approvato la modifica.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Sabina Suzzi, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)