Recovery Plan, Giansanti: investire per generare valore aggiunto

Red
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Roma, 25 gen. (askanews) - Focalizzare l'attenzione su investimenti che generano valore aggiunto e nuova occupazione. E' quanto chiesto dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al premier Giuseppe Conte, che ha l'interim alle Politiche agricole, il quale ha già incontrato venerdì scorso le associazioni del settore agricolo insieme ai ministri Patuanelli e Catalfo, nell'attesa che arrivi il nuovo inquilino di via XX Settembre.

Partendo dal fatto che l'agroalimentare oggi è uno dei pilastri dell'economia nazionale, che non è venuto meno neanche durante la pandemia, durante l'incontro con il premier Conte Confagricoltura ha sottolineato come il Recovery Plan sia "una occasione imperdibile su cui l'Italia deve necessariamente fare uno sforzo comune, per procedere a una logica di investimenti che possano generare progresso e sviluppo. Questi 200 miliardi - spiega Giansanti - sono una occasione che non tornerà più e che peserà sulle generazioni future. Quindi, dobbiamo focalizzare l'attenzione su quegli investimenti che generano valore aggiunto e nuova occupazione, anche attraverso un piano di monitoraggio e di valutazione di tutti i progetti che verranno presentati".

Il Recovery Plan assegna all'agricoltura 2,5 miliardi di euro: quali sono i progetti che rappresentano una priorità secondo Confagricoltura? "Servono progetti che generano coesione - sottolinea il presidente dell'associazione - oggi l'agricoltura sta garantendo una sua stabilità, una sua presenza territoriale molto omogena e soprattutto garantisce in termini di coesione sia il tema più ampio della socialità sia della valorizzazione delle aree interne. Un grande progetto di rivitalizzazione delle aree rurali che non può prescindere dal rilancio della attività agricola". Tra i temi fondamentali, come aggiunge Giansanti, ci sono anche "quello della autosufficienza alimentare, perché l'Italia deve essere in grado di produrre quello che consuma. E servono progetti in grado di generare competitività delle filiere strategiche e progetti di internazionalizzazione, per garantire la presenza dei nostri operatori sui mercati esteri".

Poi c'è anche il tema della sostenibilità, ambientale ed economica. Infatti, il Recovery plan "per la parte agricola deve interagire con le politiche agricole Europee e con il green deal - ricorda Giansanti - : oggi abbiamo bisogno di una agricoltura estremamente sostenibile per preservare le risorse naturali e, alla luce della grande tradizione enogastronomica italiana, lavorare per un prodotto sempre più sostenibile. Si tratta della capacità del settore agricolo di sapersi rinnovare, anche con la transizione energetica. Saremo fondamentali nello sviluppo delle energie rinnovabili, sempre di più dovremo parlare di agrifotovoltaico, biogas, biometano e l'agricoltura sarà importante anche nelle sviluppo dell'idrogeno".

A queste azioni prioritarie si affiancano altre azioni più specifiche come lo sviluppo della forestazione, un aiuto concreto alla pesca e acquacoltura, un nuovo ruolo degli agricoltori nello sviluppo delle smart cities. Poi, c'è il grande tema della digitalizzazione dell'Italia, prosegue Giansanti, c'è "il grande tema delle infrastrutture che è fondamentale per la competitività. Abbiamo bisogno di porti, aeroporti, centri di logistica avanzata, ferrovie. Alla luce della crisi del trasporto aereo e marittimo, va ripensata la rete ferroviaria e quella aeroportuale nazionale".

Sul fronte delle proposte, anche Confagricoltura farà la sua parte: "con Agrinsieme ci presenteremo con progetti di filiera che partono dalla azienda agricola, passano attraverso la prima trasformazione che può essere del mondo della cooperazione o della attività industrial fino ad arrivare al consumatore finale Pochi progetti ma importanti, in grado di generare valore aggiunto per l'intera filiera e in questo coinvolgeremo anche le grandi Big companies italiane", ha spiegato Giansanti.

(di Ada Parisi)