Recovery, Draghi: "Ok da Bruxelles"

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Recovery, disco verde da Bruxelles: la discussione va ora avanti con l'Europa su questioni molto marginali. Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Mario Draghi nel corso del Consiglio dei ministri, dove si è anche scusato per la lunga attesa che ha accompagnato la riunione, inizialmente convocata per le 10 di mattina. Il governo nasce come governo ambientalista ed è un bene che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) verta sulla transizione ecologica, avrebbe detto il premier secondo quanto riferiscono fonti all'Adnkronos, perché "senza la vocazione ambientale e digitale di questo Governo, questo Piano non sarebbe mai stato accettato dalla Commissione Europea". Un piano in cui il 40 per cento dei fondi sono destinati al Sud.

Raccontano di un Mario Draghi soddisfatto del clima positivo all'interno del Cdm che ha ascoltato l'informativa del ministro dell'Economia Daniele Franco sul Piano prima dell'invio a Bruxelles. Ora dobbiamo confrontarci in Parlamento. Il premier avrebbe sottolineato, ora, l'importanza di andare in Aula per sottoporre il piano sul Recovery al giudizio di Camera e Senato, lasciando intendere che si tratta di un testo non blindato, ma aperto a migliorie. Draghi, riferiscono alcuni ministri, avrebbe assicurato che il passaggio alle Camere del Piano sarà fatto nel rispetto delle prerogative parlamentari.

Il ministro dell'Economia nel corso del Cdm ha individuato nella prossima manovra la 'sede' delle risorse per le coperture del superbonus edilizio fino al 2023 chiesto a gran voce dal M5S e da Forza Italia. "Soddisfazione del M5S per il superbonus edilizio, che avrà copertura fino al 2023" riferiscono fonti pentastellate. "Il Pnrr segna un passaggio storico, senza transazione ecologica e digitale non avremmo mai tutte queste risorse, come spiegato dallo stesso premier nel corso del Cdm". A chiedere la proroga del superbonus fino al 2023 anche i ministri di Forza Italia che hanno, inoltre, sottolineato l’importanza di implementare i fondi per il piano infanzia e per gli asili nido. Soddisfazione è stata espressa dai ministri azzurri per le molte risorse stanziate per il Sud e per la riforma della Pubblica amministrazione e per il coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali nella fase di attuazione del piano. Anche il Pd, si apprende, esprime soddisfazione per la proroga del Superbonus.

Qualcuno l'ha ribattezzata la 'norma Letta'. Nel testo del Piano, discusso in Cdm, raccontano, ci sarebbe la norma sulla condizionalità per donne e giovani. Tradotto: ciascun progetto del Recovery dovrebbe avere una 'quota' obbligatoria per l’assunzione di donne e giovani. Una ipotesi, affermano fonti Pd, che esprimono soddisfazione per questa decisione, rilanciata oggi dal segretario Enrico Letta, e da altri esponenti Dem sulle quote occupazionali a favore di giovani e donne per tutti i progetti collegati a Next Generation Eu.

Stavolta nessuno 'strappo', nessuna impuntatura. Durante il Cdm la Lega, raccontano fonti governative, avrebbe usato toni più concilianti con il premier Mario Draghi. Giancarlo Giorgetti si sarebbe limitato a soffermarsi sugli aspetti di sua competenza. E il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, avrebbe fatto un intervento, apparso ai più, molto collaborativo.

A sbloccare l'iniziale impasse sul Recovery Plan italiano, a quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe stata stata una telefonata nel pomeriggio di sabato tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e il premier Mario Draghi. Intervenendo in prima persona, con una chiamata a Von der Leyen, il presidente del Consiglio avrebbe sciolto alcuni nodi, legati a una serie di passaggi del Piano, compreso il capitolo delle riforme che l'Italia dovrà attuare per accompagnarlo.

"Per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici" si legge nell'ultima versione del testo del Pnrr, "per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, si intende estendere la misura del Superbonus 110% recentemente introdotta (articolo 119 del Decreto Rilancio) dal 2021 al 2023 (al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli Iacp, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022; al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente)". "Il sostegno sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni e disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali. La misura prevede inoltre l’introduzione di strumenti finanziari come la 'cessione del credito' e il 'pagamento anticipato' per agevolare gli ingenti investimenti iniziali".

Per la riforma fiscale, il Governo presenterà al Parlamento entro il 31 luglio 2021 una legge di delega da attuarsi per il tramite di uno o più decreti legislativi delegati. E' la deadline contenuta nella nuova versione del Pnrr. "La riforma fiscale - si legge nel testo visionato dall'Adnkronos - è tra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese e in tal senso è parte integrante della ripresa che si intende innescare anche grazie alle risorse europee. In questo ambito pesano i numerosi interventi operati negli anni e dettati dall’urgenza del momento che non hanno tenuto pienamente conto della complessità dei meccanismi che compongono il sistema tributario. Si è, anzi, prodotta una sempre più marcata frammentazione della legislazione tributaria, da cui è derivato un sistema fiscale articolato e complesso che ha rappresentato, nel tempo, un freno per gli investimenti, anche dall’estero"-

"Va quindi operato un intervento complessivo che parta da una analisi operata da esperti in materia fiscale e che abbia come obiettivo principale la definizione di un sistema fiscale certo ed equo. È auspicabile, a questo proposito, un’opera di raccolta e razionalizzazione della legislazione fiscale in un testo unico, integrato e coordinato con le disposizioni normative speciali, da far a sua volta confluire in un unico Codice tributario".

Inoltre, si legge ancora nel testo del Pnrr, è necessario che le nuove regole abbiano stabilità nel tempo, per evitare che gli operatori del settore (ivi compresa l’Amministrazione finanziaria) debbano continuamente adattarsi a mutate cornici normative. In questa prospettiva si inserisce la possibile revisione dell’Irpef, con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo e di ridurre gradualmente il carico fiscale, preservando la progressività e l’equilibrio dei conti pubblici. Sarebbe in tal modo incentivata la tax compliance e potrebbe essere sostenuta la partecipazione al lavoro delle donne e dei giovani. Il Governo presenterà al Parlamento entro il 31 luglio 2021 una legge di delega da attuarsi per il tramite di uno o più decreti legislativi delegati.

Il disegno di Legge delega terrà adeguatamente conto del documento conclusivo della “indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef e altri aspetti del sistema tributario” avviata dalla Commissioni parlamentari e ancora in corso di svolgimento. Per realizzare in tempi certi la riforma definendone i decreti attuativi il Governo, dopo l’approvazione della legge di delega, istituirà una Commissione di esperti. Il perseguimento di questo ambizioso obiettivo richiede di proseguire con determinazione l’azione di contrasto all’evasione fiscale.

La presentazione del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza è previsto entro luglio 2021. E' l'indicazione contenuta nella nuova versione del Pnrr che pone come obiettivo "la tempestiva adozione della legge annuale per il mercato e la concorrenza". Prevista nell’ordinamento nazionale nel 2009 (con legge n. 99/2009), essa è stata in concreto adottata solo nel 2017 (legge n. 189/2017). La sua cadenza annuale va assicurata, si legge nel testo del Pnrr, essendo essenziale per rivedere in via continuativa lo stato della legislazione al fine di verificare se permangano vincoli normativi al gioco competitivo e all’efficiente funzionamento dei mercati, tenendo conto del quadro socio-economico.

La semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni è obiettivo essenziale per l’efficiente realizzazione delle infrastrutture e per il rilancio dell’attività edilizia: entrambi aspetti essenziali per la ripresa a seguito della diffusione del contagio da Covid. Tale semplificazione deve avere a oggetto non solo la fase di affidamento, ma anche quelle di pianificazione programmazione e progettazione. E' quanto di legge nella versione aggiornata del Pnrr.

Le modalità di attuazione comprendono misure urgenti quali l'introduzione di una normativa speciale sui contratti pubblici che rafforzi le semplificazioni già varate con il decreto-legge n. 76/2020 e ne proroghi l’efficacia fino al 2023, con particolare riguardo a queste misure: verifiche antimafia e protocolli di legalità, Conferenza di Servizi veloce, limitazione della responsabilità per danno erariale ai casi in cui la produzione del danno è dolosamente voluta dal soggetto che ha agito, ad esclusione dei danni cagionati da omissione o inerzia, istituzione del collegio consultivo tecnico, che ha funzioni di assistenza e di risoluzione delle controversie con finalità di definire celermente le controversie in via stragiudiziale e ridurre il contenzioso davanti al giudice, individuazione di un termine massimo per l’aggiudicazione dei contratti, con riduzione dei tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione, individuazione di misure per il contenimento dei tempi di esecuzione del contratto, in relazione alle tipologie dei contratti. Le misure urgenti sono adottate con decreto-legge da approvare entro maggio 2021.

Quanto alle misure a regime, la complessità del vigente codice dei contratti pubblici ha causato diverse difficoltà attuative. La riforma prevista si concreta nel recepire le norme delle tre direttive UE (2014/23, 24 e 25), integrandole esclusivamente nelle parti che non siano self executing e ordinandole in una nuova disciplina più snella rispetto a quella vigente, che riduca al massimo le regole che vanno oltre quelle richieste dalla normativa europea, anche sulla base di una comparazione con la normativa adottata in altri Stati membri dell’Unione europea. Le misure a regime saranno varate utilizzando lo strumento della legge delega. Il disegno di legge delega è da presentare in Parlamento entro il 31 dicembre 2021 e si prevede che i decreti legislativi vengano adottati entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge delega.

"Il ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco ha svolto una informativa al Consiglio dei ministri in merito al Piano per la ripresa e la resilienza, di cui all’articolo 18 del Regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, e al Fondo nazionale complementare. L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del programma Next Generation EU (NGEU), predisposto dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica e che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale". Si legge nella nota del Cdm diffusa al termine della riunione.

"Si tratta - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi - del Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e del Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori di Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto, da impiegare nel periodo 2021-2026".

"Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un corposo e organico pacchetto di investimenti e riforme, con l’obiettivo di modernizzare la pubblica amministrazione, rafforzare il sistema produttivo e intensificare gli sforzi nel contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze, per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni".

"Si articola in 6 Missioni (digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute) e 16 Componenti - prosegue la nota -. Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei, con una quota di progetti “verdi” pari al 40 per cento del totale e di progetti digitali del 27 per cento. Il 40 per cento circa delle risorse territorializzabili sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale".

"Il Piano è fortemente orientato all’inclusione di genere e al sostegno all’istruzione, formazione e occupazione dei giovani e contribuisce a ciascuno dei sette progetti di punta (European flagship) della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE. Gli impatti ambientali indiretti sono stati valutati e la loro entità minimizzata, in linea con i principi che ispirano il NGEU. Il Governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto: pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza. Gli investimenti previsti avranno un impatto significativo sulle principali variabili macroeconomiche e miglioreranno in maniera importante gli indicatori sui divari territoriali, l’occupazione giovanile e quella femminile. Il programma di riforme potrà ulteriormente accrescere questo impatto".

"Inoltre, nel quadro di una più ampia e ambiziosa politica di ammodernamento del Paese, il Governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile, ambiente e clima, idrogeno, automotive, filiera della salute. Alle risorse previste dal PNRR si aggiungono quelle della programmazione nazionale complementare, quelle rese disponibili dal REACT-EU e quelle derivanti dalla programmazione dei fondi strutturali e di investimento UE".

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha deliberato, rende noto Palazzo Chigi al termine del Cdm, "la proroga, per un periodo di 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eventi meteorologici che si sono verificati nel periodo dal 30 ottobre 2019 al 30 novembre 2019 nel territorio della regione Lazio".

"Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno Luciana Lamorgese, non essendo ancora esaurita l'azione di recupero e risanamento delle istituzioni locali dai condizionamenti da parte della criminalità organizzata, ha deliberato la proroga, per 6 mesi, dello scioglimento del Consiglio comunale di Scanzano Jonico (Matera), a norma dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267".

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi, "ha approvato la delega ai fini dell’attribuzione del titolo di vice ministro dell’Economia e delle finanze al sottosegretario Laura Castelli, a norma dell’articolo 10 della legge 23 agosto 1988, n. 400". E' quanto si legge nel comunicato di palazzo Chigi al termine del Cdm. Il titolo viene attribuito con decreto del presidente della Repubblica.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, ha "deliberato la nomina a dirigente generale di pubblica sicurezza dei dirigenti superiori della Polizia di Stato dott. Paolo Rossi e dott.ssa Irene Tittoni". E' quanto si legge nel comunicato di palazzo Chigi al termine del Cdm.