Recovery Plan, le redini in mano a Draghi e Franco

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
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Italy's Economy Minister, Daniele Franco (L) and Italy's Prime Minister, Mario Draghi stand after holding a joint press conference with Italy's Minister for Labour and Social Policy, following a Cabinet meeting on March 19, 2021 in Rome. (Photo by Alberto PIZZOLI / POOL / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: ALBERTO PIZZOLI via Getty Images)
Italy's Economy Minister, Daniele Franco (L) and Italy's Prime Minister, Mario Draghi stand after holding a joint press conference with Italy's Minister for Labour and Social Policy, following a Cabinet meeting on March 19, 2021 in Rome. (Photo by Alberto PIZZOLI / POOL / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: ALBERTO PIZZOLI via Getty Images)

Le redini del Piano nazionale di ripresa e resilienza saranno saldamente nelle mani di Daniele Franco e del ministero dell’Economia in stretto collegamento con Mario Draghi e la presidenza del Consiglio. È quanto prevede la bozza del Recovery plan che entrerà in Consiglio dei ministri domani per un primo giro di tavolo, ed è anche uno dei motivi per i quali il Cdm inizialmente previsto oggi è stato spostato a domani.

Ma a metterlo in chiaro è premier stesso nell’introduzione alle 319 pagine che compongono il Pnrr: “Il Governo ha predisposto uno schema di governance del Piano che prevede una struttura di coordinamento centrale presso il Ministero dell’Economia”. Draghi spiega che “questa struttura” avrà il compito di supervisionare “l’attuazione del piano” e sarà “responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Europea, invio che è subordinato al raggiungimento degli obiettivi previsti”.

A questa struttura si affiancherà un coordinamento politico, i cui dettagli saranno definiti in un successivo decreto o atto d’indirizzo del capo del Governo, che il presidente del Consiglio terrà a pochi passi dal suo ufficio: “La supervisione politica del piano - scrive ancora Draghi - è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti”. Uno schema che prevede le leve di controllo tutte collocate sulla direttrice tra Mef e Palazzo Chigi, in maniera non dissimile a quanto prevedeva il testo nell’ultima formulazione del secondo governo di Giuseppe Conte.

Fermo restando il coordinamento centralizzato al Tesoro, la cabina di regia che verrà istituita a Palazzo Chigi avrà i compiti di “verificare l’avanzamento del Piano e i progressi compiuti nella sua attuazione; di monitorare l’efficacia dell...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.