Recovery: Stefano (Pd), 'sì a Pnrr è grande successo'

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Roma, 23 giu. (Adnkronos) – "La promozione a pieni voti da parte della Commissione Ue del Pnrr italiano è un grande successo, un grande inizio per il nostro Paese, di cui dobbiamo essere orgogliosi e per cui esprimiamo soddisfazione al governo, per il lavoro svolto in questi mesi, e al Parlamento tutto, che ha contribuito in termini di osservazioni e proposte e che ha colto la svolta epocale". Lo ha detto il senatore Dario Stefàno, presidente della Commissione Politiche Ue, nel suo intervento in dichiarazione di voto per il Pd sulle comunicazioni del Premier Draghi.

"Condividiamo – ha proseguito Stefàno – l'indicazione di Draghi di riconoscere al Pnrr la funzione di prima leva per ripristinare una sana equità nel nostro Paese, perché il divario di opportunità, garanzie diritti rende l’Italia meno competitiva e ha una definizione geografica ben precisa. Il processo di Build Back Better di cui il PNRR è espressione e che per diversi aspetti non può essere esteso al Mezzogiorno rende ancora più stringente l’impegno a introdurre servizi, infrastrutture, a riconoscere diritti universali ai cittadini del Sud. La riuscita o meno del Pnrr sarà plasticamente giudicata da come saremo stati in grado di migliorare la vita di ogni singolo cittadino, soprattutto nei territori più fragili e per i cittadini del futuro".

"Sulla questione migratoria, tema dell'agenda del prossimo Consiglio, occorre che l’Unione ricerchi una soluzione politica non solo sulla condivisione nella gestione degli arrivi, ma anche alla ricerca di uno strumento capace di instaurare, in maniera stabile, tavoli autorevoli con gli Stati attori dei movimenti migratori. Riguardo alla Libia occorre rilanciare un sistema di scambio economico, fondamentale per contribuire a normalizzare un territorio dilaniato. E' poi sempre più pressante l'impegno per l’Unione a mettere mano a un nuovo assetto istituzionale e per questo la Conferenza sul futuro dell'Europa deve essere pragmatica e produttiva per arrivare all'unione fiscale e un approccio diverso alle regole del Patto di stabilità. La ripresa europea ha bisogno di una nuova condivisa strategia industriale di respiro europeo. I tempi nuovi che viviamo hanno bisogno di una Ue più forte".

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