Recovery, SudeFuturi: "Pnrr occasione imperdibile per Sud di ripartire"

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Si è parlato delle risorse del Pnrr e dell’assegnazione dei fondi al Sud durante il secondo forum della giornata conclusiva dell’International Annual Meeting SUDeFUTURI III - (R)INNOVIAMO IL MEZZOGIORNO, organizzato al Castello Ruffo dalla Fondazione Magna Grecia. “Personalmente non ritengo ci siano state ingiustizie nella ripartizione delle somme -ha affermato Biagio Mazzotta, Ragioniere Generale dello Stato. Alcuni enti del Nord hanno già presentato progetti, però mi risulta che al momento non ce ne sia nessuno dal Meridione. Il tema della progettazione è fondamentale: il Sud ha la priorità ma i progetti devono esserci. Invece nel Mezzogiorno la progettazione è un po’ più scarsa e c’è un divario da colmare. Sulla capacità di intercettare e utilizzare fondi nazionali, dalle analisi risulta che il Mezzogiorno presenta tanti progetti, forse più del Nord ma una parte, intorno al 20% non è dichiarata ammissibile. Se poi guardiamo i tempi, il Nord è più veloce e lo stesso vale per le percentuali degli impegni di spesa”.

Immediata la replica di Francesca Moraci, docente UNIRC, urbanista ed ex componente il CdA del Gruppo FS, che ha ricordato che “tra il 2000 e il 2017 il Sud ha accumulato un gap strutturale e infrastrutturale per l’assenza 840 miliardi di euro. Serve un sistema-Paese che sia competitivo e incastonato nell’euromediterraneo. Presto le Regioni si renderanno conto di non poter più essere un traino. È reale il tema della progettazione: il rallentamento con il quale al Sud si portano avanti le opere ha aumentato il divario, serve quindi una spinta necessaria dal punto di vista amministrativo. Rispetto poi al ponte sullo Stretto, sul quale finora si è fatto opinionismo ideologico ma non un confronto reale dal punto di vista scientifico sulla risoluzione dei temi. La grande operazione che andrebbe fatta è quella di un’assunzione di responsabilità dicendo le cose come stanno, perché senza conoscenza della realtà da parte dei cittadini non possiamo avere lo sviluppo che vogliamo”.

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