Recovery, tensioni sul piano e superbonus: slitta Cdm

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Doveva iniziare alle 10, all'ordine del giorno un'informativa del ministro Daniele Franco sul Recovery Plan, ma il Consiglio dei ministri è slittato. Ci sarebbero, infatti, ancora nodi da sciogliere, a partire dal superbonus, che M5S e Fi chiedono di estendere al 2023, ma anche su altri punti, come le liberalizzazioni e quota 100.

Anche la cabina di regia, affidata a Palazzo Chigi con il contributo di ministri che, al momento, sono prevalentemente tecnici, ha creato qualche mal di pancia. La Lega, riferiscono fonti di governo, sarebbe intenzionata per ora a lasciare sotto traccia la questione quota 100, ma decisa ad alzare il tiro sullo stop alle aperture nei weekend dei centri commerciali - sparite dal dl sulle aperture - e sull'ascolto delle Regioni, ora a trazione Lega con la leadership della conferenza dei governatori in mano a Massimiliano Fedriga.

Ma non sono solo politici i nodi che hanno fatto slittare il Cdm. Sono in corso interlocuzioni fitte tra i tecnici di Bruxelles e quelli italiani per definire alcuni aspetti del Piano di 221,5 miliardi, in particolare sulle riforme che dovranno accompagnarlo. A breve dovrebbe arrivare la nuova convocazione del Consiglio dei ministri.

Il premier Mario Draghi, a quanto apprende l'Adnkronos, avrebbe rassicurato il M5S sulle coperture del superbonus fino al 2023. Ci saranno, è una certezza, la rassicurazione arrivata ai grillini dal presidente del Consiglio, alle prese con le ultime limature del Pnrr e le interlocuzioni con Bruxelles. Draghi avrebbe spiegato ai 5 Stelle che le coperture verranno verificate annualmente a seconda del 'tiraggio'. Vale a dire quante risorse vengono spese in base ai lavori. Delle rassicurazioni sulla copertura dovrebbero arrivare anche nell'intervento del premier lunedì e martedì alla Camera e al Senato.

Le risorse per la copertura del superbonus sull'edilizia per il 2023 saranno nella prossima manovra, è la conferma che arriva dal ministro dell'Economia Daniele Franco alla capodelegazione di Fi Maria Stella Gelmini, riferiscono fonti azzurre. Nel Pnrr, infatti, ci sono coperture per la misura solo fino al 2022 (18 miliardi), mancherebbero all'appello altri 10 mld. Che, avrebbe spiegato Franco a Gelmini, saranno inserite nella legge di bilancio d'autunno.

"Nei prossimi provvedimenti, come ha detto il ministro dell'Economia Daniele Franco, verranno stanziati i fondi per prorogare fino al 2023 il superbonus. E oggi nel Consiglio dei ministri chiederemo garanzie" scrive in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Stiamo per ultimare il Pnrr, il Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che significa utilizzare oltre 200 miliardi del Recovery plan per avviare progetti di rilancio del Paese e creare nuovi posti di lavoro. Sono già previsti anche ulteriori 18 miliardi per il Superbonus 110%, più di 10 nel Pnrr e 8 nel fondo investimenti. È una misura voluta fortemente dal MoVimento 5 Stelle che va sostenuta da tutti e di cui siamo molto contenti, scrive Di Maio.

Anche l'ex premier Giuseppe Conte, capo in pectore del M5S, interviene sulle frizioni in atto nel governo sul superbonus al 2023. "La transizione ecologica è una priorità sia per me che per il Movimento 5 Stelle - scrive su Fb - È un’occasione imperdibile per il nostro Paese e non può essere rimandata per difetto di lungimiranza o carenza di volontà politica. In quest’ottica, il superbonus 110% è una misura fondamentale per consentire non solo di salvaguardare il nostro Pianeta e abbattere in modo significativo le emissioni, ma anche per permettere a milioni di famiglie di risparmiare sui costi dell’energia e di rendere più sicure le proprie case sul piano antisismico".

"Non solo - rimarca Conte - con il superbonus si sta investendo su un patrimonio immobiliare vetusto, si stanno creando migliaia di posti di lavoro con cantieri diffusi su tutto il territorio. Ad oggi, nonostante le difficoltà create dalla pandemia, sono stati avviati già oltre 10.000 cantieri in tutta Italia per un valore superiore al miliardo di euro. La presenza del superbonus nel Piano nazionale di ripresa e resilienza è quindi essenziale. Non possiamo permetterci di creare incertezza sul futuro di questa misura: si bloccherebbero i cantieri e le aspettative di milioni di famiglie e di migliaia di imprese e professionisti resterebbero inspiegabilmente disattese".

"Il Parlamento si è espresso in modo chiaro e compatto - ricorda l'ex presidente del Consiglio - sulla necessità di prorogare il superbonus almeno fino al 2023 a tutti i soggetti e a tutte le tipologie di edifici. Tutte le categorie produttive lo ritengono fondamentale per risollevare il settore dell’edilizia e dare certezza agli investimenti. Questo Governo ha abbracciato la svolta della transizione ecologica e per questo bisogna essere conseguenti. La misura del superbonus va prorogata fino al 2023 e, anzi, è necessario intervenire per renderla ancora più semplificata. Occorrono segnali politici forti e chiari. I nostri cittadini, le famiglie, le imprese chiedono certezze".

Per i senatori M5S della X commissione (Industria, Commercio e Turismo) Gianni Girotto, Cristiano Anastasi, Gianluca Castaldi, Marco Croatti, Gabriele Lanzi e Sergio Vaccaro, "parlare di ripresa e tirare il freno a una misura del genere è un controsenso, oltreché un grave errore. Per il M5S sarà molto difficile dire sì al Pnrr qualora non dovessero arrivare garanzie su questa estensione, perché una brusca interruzione del percorso avviato avrebbe effetti nefasti su una macchina virtuosa che si è appena messa in moto. Il presidente Draghi lanci un segnale e si impegni subito davanti al Parlamento: bisogna dare certezze tanto alle imprese tanto ai cittadini. Abbiamo un’occasione unica davanti, sprecarla sarebbe imperdonabile”, sottolineano i senatori 5 stelle.