Reddito di cittadinanza e lavoro in nero, sei fermati nel Comasco

Cro/Ska

Roma, 24 lug. (askanews) - Nell'ambito delle attività di polizia economico-finanziaria finalizzate al contrasto del sommerso da lavoro ed alla lotta agli sprechi di denaro pubblico i finanzieri della Compagnia di Erba hanno eseguito numerosi controlli il cui esito, oltre a rilevare irregolarità in materia di scontrini e ricevute fiscali, ha portato alla luce 6 lavoratori in nero di cui 2 cittadini italiani, residenti a Valbrona (Como) e Bellagio (Como), denunciati alla Procura della Repubblica in quanto, pur percependo il reddito di cittadinanza, sono stati trovati intenti a lavorare "in nero" presso esercizi commerciali di Bellagio e Canzo.

Attraverso le banche dati in uso al Corpo è stato possibile rilevare che i due lavoratori avevano richiesto il reddito di cittadinanza ottenendo un sussidio del valore complessivo di 2.310,00 euro relativo ai mesi di aprile, maggio e giugno. I due responsabili sono stati segnalati all'Autorità Giudiziaria di Como per violazione dell'art. 7, comma 2 del D.L. n. 4 del 28 gennaio 2019 (istitutivo del reddito di cittadinanza), norma che sanziona con la reclusione da uno a tre anni l'omessa comunicazione della variazione del reddito o del patrimonio nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. A carico dei datori di lavoro, invece, sono state applicate le sanzioni amministrative che prevedono, nel caso di impiego di lavoratori percettori di reddito di cittadinanza, una maxi sanzione aggravata non sanabile che va da un minimo di euro 2.160,00 ad un massimo di euro 12.960,00. Le attività ispettive della Guardia di Finanza di Como in materia di spesa pubblica hanno come obbiettivo il contrasto ai comportamenti illeciti ed alle frodi perpetrate a danno dei settori previdenziali ed assistenziali, mirando a garantire l'effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione ed evitando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto.