Referendum, Anm: "Nei quesiti rivalsa contro magistrati, cittadini hanno espresso dissenso"

(Adnkronos) - "Alcuni dei quesiti erano nati sotto il segno della rivalsa nei confronti della magistratura ed erano volti a indebolirne surrettiziamente il ruolo e a ridimensionarne la funzione costituzionale. I cittadini hanno probabilmente colto questo uso strumentale del referendum e non hanno condiviso il disegno politico sottostante". Dunque "hanno manifestato, anche con la scelta di disertare le urne, il dissenso sul merito dei quesiti, avvertendo, specie per alcuni di essi, i rischi riconnessi alle soluzioni suggerite dai promotori". Così all'Adnkronos il segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Salvatore Casciaro, commenta i risultati dei referendum in materia di giustizia.

"Una percentuale di affluenza intorno al 20%, tra le più basse in assoluto, è in sé un dato eloquente", sottolinea. Da parte dei promotori "si è gridato al complotto, ma, piuttosto che andare alla ricerca delle responsabilità di altri, sarebbe forse più utile guardare in faccia la realtà: i quesiti, per varie ragioni, non hanno avuto l’appeal che immaginavano".

Sull'esito "avrà anche influito la consapevolezza che su singole questioni, di alto contenuto tecnico, l’intervento riformatore fosse già in uno stadio molto avanzato", osserva ancora Casciaro, riferendosi alla riforma del Consiglio superiore della magistratura e dell'ordinamento giudiziario, approvata dalla Camera e ora all'esame del Senato. L'Anm, ribadisce il segretario "vuole, e ha chiesto a gran voce, una buona riforma. L'a uspicio è che ci possa essere lo spazio, e soprattutto la volontà, per apportare alcuni correttivi, indispensabili per assicurare l’efficienza della giurisdizione nel rispetto delle garanzie della funzione giudiziaria".

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