Referendum autonomia tra problemi e risultati positivi

In Lombardia i numeri sarebbero più bassi di quelli annunciati da Maroni e cioè una stima di affluenza sul 38-39% con una percentuale di Sì del 95,3%.

In Veneto è stato un successo d’affluenza e di risultato, con quasi il 60% dei veneti che ha votato e lo ha fatto per il sì all’autonomia. In Lombardia, invece, il dato è ben inferiore – si parla di un 40% di affluenza – mentre anche qui chi è andato a votare ha detto di voler una maggiore autonomia da Roma. Ma non tutto è filato liscio, soprattutto a Milano.

In Lombardia i numeri sarebbero più bassi di quelli annunciati da Maroni e cioè una stima di affluenza sul 38-39% con una percentuale di Sì del 95,3%. Meno del 40% annunciato dal governatore, ma più del 34% che lo stesso Maroni aveva posto come soglia per considerare il referendum un successo. Ma a creare problemi in Lombardia è stato il voto elettronico, sperimentato per la prima volta in Italia.

Il dato più inquietante riguarda l’annuncio dei risultati, sia quelli finali sia quelli durante la giornata di voto. Per conoscere quante persone erano andate a votare alle 12 nella Regione di Roberto Maroni si è dovuto aspettare fino alle 17, mentre il dato del Veneto dove si è votato con metodo tradizionale è arrivato alle 12,30. E il dato sull’affluenza alle 19 sul 90 per cento delle sezioniè stato annunciato in Lombardia alle 19.45, in Veneto alle 19.15. Problemi anche con i tablet, con una preoccupante percentuale dei 24mila tablet (che saranno poi ceduti alle scuole) non ha funzionato al momento del voto.

Ma cosa succede ora? Lo spiega Roberto Maroni sul sito della Regione Lombardia. “Da domani partiranno le procedure per avviare il tavolo, cominciando in Consiglio regionale, sentiti gli anti locali, come prevede la Costituzione, e nei prossimi giorni convocheremo tutti gli stakeholder per poi arrivare a presentare la richiesta al Governo che poi avrà 60 giorni di tempo per convocarci – le parole di Maroni, che vuole coinvolgere anche i sindaci del PD nel lavoro, ma non solo –. Ora ho un impegno molto importante: dare attuazione al mandato che milioni di Lombardi mi hanno assegnato: ottenere più risorse, più competenze e più autonomia, nel quadro dell’unità nazionale, ma considerando la Lombardia una Regione Speciale, che non significa necessariamente a Statuto Speciale, per la quale chiederò tutte le competenze possibili e altre risorse. Lo farò applicando un principio di equità, per esempio chiederò che la Lombardia abbia lo stesso trattamento fiscale dell’Emilia Romagna, e a Bonaccini proporrò di fare una battaglia comune, unendo le tre Regioni”.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità