Referendum cannabis, Perduca: “Così combatteremo il narcotraffico”

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Marco Perduca, esponente dei Radicali e membro dell’Associazione Coscioni che ha appena lanciato una raccolta firme per il referendum volto a depenalizzare la coltivazione e l’uso personale di cannabis lo scorso sabato, ha detto a Fanpage.it che "stiamo ancora facendo i conti, ma possiamo dire che siamo a 10 mila firme all'ora". 

"In aggiunta a togliere il carcere - ha spiegato - abbiamo cancellato la sanzione amministrativa più pesante che c'è sulle droghe, che è la sospensione della patente (che chiaramente non vuol dire che se uno guida in stato di alterazione non prende una multa, questo è un altro reato). Se noi vincessimo il referendum, la coltivazione e l'uso personale non avrebbero più alcun motivo di far entrare qualcuno nel circuito penale", ha aggiunto.

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"Si andrebbe ad alleviare l'amministrazione della giustizia di cose che sono piccole, ma che comunque fanno aprire un fascicolo". Inoltre, ha proseguito Perduca, si consentirebbe alle forze dell'ordine di concentrare gli sforzi sulle grandi reti del traffico di droga: "Si darebbe il messaggio che, come dice anche spesso la Direzione nazionale Antimafia, è molto meglio concentrarsi sul grande narcotraffico internazionale. Spostare qui attenzione e risorse in modo da essere più efficaci contro le mafie e la criminalità organizzata che hanno un regime di monopolio e oligopolio, ad esempio nell'importazione dall'America latina e nella distribuzione in tutta Europa".

Perduca ha poi ribadito: "Ci sarebbe un doppio guadagno: si crea un settore di business e si sbloccano delle risorse per fare un lavoro di tipo diverso, più dettagliato".

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