Referendum costituzionale, il Cile a una svolta

Referendum costituzionale, il Cile a una svolta

Il Cile sta vivendo una giornata storica, con più di quindici milioni di elettori convocati alle urne, per un voto obbligatorio, in cui decideranno se adottare o meno una nuova costituzione di ampia portata che cambierebbe radicalmente il Paese sudamericano.

La proposta di statuto intende sostituire una costituzione imposta dalla dittatura militare del gen. Augusto Pinochet 41 anni fa.

Il presidente progressista Gabriel Boric è andato a votare a Punta Arenas, nell'estremo sud del Paese.

Gabriel Boric, Presidente del Cile: "Posso garantire che la nostra volontà e la nostra azione, indipendentemente dal risultato, sarà quella di fare un appello per un'unità nazionale ampia, di tutte le sezioni delle organizzazioni civili, della società civile, dei partiti politici. Vogliamo ascoltare tutti i voci per continuare ad andare avanti con questo processo".

I cileni vanno alle urne con calma dopo una campagna elettorale molto tesa. Il paese è diviso perché per molti non tutta la costituzione di Pinochet era da buttare.

Dice una donna: "Questo sistema che è stato stabilito durante la dittatura non è stato abbastanza buono per rispondere a tutti i bisogni della gente, solo a pochi, quindi spero in un nuovo modello che risponda a tutti i bisogni del Cile".

Se approvato, il testo sostituirà l'attuale Magna Carta. Va detto che l'econmia cilena, fino a prima del covid, era comunque la più florida della regione.