Referendum elettorale, opposizioni in R. Lombardia lasciano aula

Mda

Milano, 25 set. (askanews) - Le opposizioni in Consiglio regionale della Lombardia hanno abbandonato l'aula per protesta contro lo svilimento dell'istituzione regionale, costretta ad approvare in fretta e furia la richiesta di referendum sulla legge elettorale nazionale, dopo il diktat lanciato da Matteo Salvini dal palco di Pontida il 15 settembre.

Dopo la bocciatura da parte della maggioranza di centrodestra di due questioni pregiudiziali - basate sull'incostituzionalità del quesito e di una questione sospensiva - Pd, M5S, Lombardi Civici Europeisti e +Europa hanno lasciato l'aula in polemica con la maggioranza, dopo aver mostrati cartelli con la scritta "Il Consiglio regionale non è via Bellerio", la via di Milano dove la Lega ha la propria sede nazionale.

Così ha dichiarato il capogruppo del Pd Fabio Pizzul: "Hanno voluto trasformare il Consiglio regionale in una succursale della sede della Lega, negando ogni dibattito e approfondimento su un tema che riguarda la democrazia. Hanno agito sotto diktat di Salvini e questo è francamente intollerabile, se vogliono svilire l'istituzione lo faranno da soli, senza di noi. È una questione di rispetto della Regione e di chi essa rappresenta, non di maggioritario sì o maggioritario no, su cui il Parlamento avrà modo di discutere in modo serio e approfondito nei prossimi mesi".