Referendum legge elettorale: come funziona e quando si vota

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Anche il Piemonte si è unito alle regioni che chiedono il referendum abrogativo per cambiare la legge elettorale. È stato così superata la quota delle cinque regioni richiedenti necessarie per chiamare i cittadini alle urne, secondo quanto sancito dall’articolo 75 della Costituzione.

Referendum legge elettorale: come funziona

Il referendum verterà sull’abrogazione di una parte della legge elettorale attualmente in vigore. I promotori intendono sostituire la quota proporzionale prevista dalla normativa a favore di una legge elettorale maggioritaria. Il sistema elettorale vigente in Italia a partire dal 2017 è il cosiddetto Rosatellum bis, ovvero un sistema misto che racchiude in sé caratteristiche sia del proporzionale che del maggioritario.

Il Rosatellum bis

Secondo quanto previsto dal Rosatellum bis, il 61% dei seggi parlamentari è attribuito secondo il sistema proporzionale e il 37% secondo il maggioritario. Il restante 2% spetta alla Sezione estero. Lo sbarramento per entrare in Parlamento è fissata al 3% per i singoli partiti, mentre sale al 10% per le coalizioni. Il sistema non prevede alcun premio di maggioranza.

Il sistema maggioritario

Al contrario, il sistema maggioritario puro prevede invece un premio di maggioranza per chi ottiene più voti alle elezioni, mentre penalizza gli altri candidati assegnando loro un numero minore di seggi in Parlamento. Tale sistema assicura una maggiore governabilità, a scapito delle minoranze parlamentari e favorendo la formazione di coalizioni.

Quando si vota

Al momento non è stata fissata la data del voto, che si terrà presumibilmente nell’intervallo compreso tra il 15 aprile e il 15 giugno 2020. Si attende la decisione della Corte Costituzionale, chiamata a esprimersi sulla validità delle richieste presentate dalle regioni. È possibile che, nel frattempo, il Parlamento intervenga e faccia decadere la questione.

Le regioni che hanno fatto richiesta

La Costituzione prevede che venga “indetto un referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali“. Le regioni che attualmente hanno fatto richiesta sono il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia. Abruzzo e la Sardegna. Il 30 settembre è il termine ultimo per la validità della richiesta.

Il sì del Piemonte

Il sì del Piemonte è arrivato al termine di una battaglia politica tra Pd-M5s (insieme ad altri esponenti di centrosinistra) e la coalizione di centrodestra. Al momento del voto, i giallorossi hanno lasciato l’aula in segno di protesta.