Referendum, Maroni: iniziativa per far parlare di sé

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Roma, 1 ott. (askanews) - "Siamo sempre nella politica della quotidianità. Quella che impone ogni giorno di trovare un'iniziativa che faccia parlare di sé". Così Roberto Maroni, già segretario della Lega e presidente della regione Lombardia, commenta, intervistato da Formiche.net, la battaglia del referendum per il maggioritario di Matteo Salvini e Roberto Calderoli. "Ci sono pareri molto contrastanti sull'ammissibilità di questa legge elettorale. La Consulta è sempre stata rigorosa in materia, e ha chiarito che la legge deve essere auto-applicativa".

"Berlusconi è immortale per definizione - continua l'ex ministro dell'Interno -. Ad agosto è caduto un meteorite sulla politica italiana. O lui e i suoi trovano un modo per ripartire in fretta o, come è accaduto ai dinosauri, dovranno lasciare spazio ai nuovi mammiferi".

Sulla Lega nel Ppe Maroni commenta: "Non lo escludo in futuro, anche se è un'evidente forzatura. Mi sembra peraltro che Salvini abbia già smentito. Ormai in politica si dice tutto il contrario di tutto, siamo all'anarchia totale". E sul caso "Moscopoli" aggiunge: "Salvini ha fatto bene a non riferire in Parlamento perché c'era un'inchiesta in corso. È innegabile però che l'intera vicenda non sia stata gestita benissimo". Maroni si sofferma anche sulla visita del segretario di Stato Usa Mike Pompeo a Roma: "La visita ribadisce che Trump vede in questo governo un alleato per gestire la questione cinese. Conte non deve però commettere l'errore di credere che la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina durerà in eterno". Spezza infine una lancia per l'accordo sui migranti raggiunto dal governo con Malta, Germania e Francia: "È un esperimento interessante. Prevede una sorta di ricollocamento automatico e finalmente il meccanismo di burden sharing per cui ho lavorato inutilmente da ministro dell'Interno, senza un minimo di ascolto da parte dell'Ue".