Referendum, Radicali: Coronavirus e Rai impediscono campagna, rinviare voto

Pol/Gal

Roma, 29 feb. (askanews) - "In questi tempi, in cui gran parte dell'attenzione mediatica, e dei cittadini, è in buona parte del mondo ed in Italia comprensibilmente concentrata sull'emergenza dell'epidemia da coronavirus, e sulle severe misure di contenimento adottate, mentre in ogni Paese si rinviano gli appuntamenti che prevedono impegni e affollamenti di persone, anche a costo di rilevanti danni economici, in Italia si sta svolgendo una surreale, impossibile, ed in parte pure vietata, campagna radiotelevisiva per un voto referendario confermativo che evidentemente non si può tenere nella data prevista per il 29 marzo. Ci chiediamo cosa attenda il Governo a prenderne atto". Lo chiedono Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale, di Irene Testa tesoriere del Partito Radicale, e di Marco Beltrandi, già componente radicale della Commissione di Vigilanza Rai nella XV e XVI legislatura

"Ad ulteriore conferma di quanto sopra arrivano i calendari delle annunciate trasmissioni di comunicazione politica (tribune) previste dalla Rai - proseguono i Radicali -: ridotte a pochissime puntate, all'orario pomeridiano o serali, quando invece il regolamento della Vigilanza prevedeva tanti spazi anche in fasce di massimo ascolto, in modo da raggiungere una varietà di pubblico. Dove sono poi i confronti degli ultimi 21 giorni anche in prima serata? Tutto questo mentre AGCOM ordinava alle emittenti pubbliche e private nazionali di dare subito spazio importante alla riforma e al relativo referendum confermando come sino a quel momento, dieci giorni fa, lo spazio fosse stato totalmente inadeguato".

"Ci auguriamo che Vigilanza e AGCOM intervengano prontamente per imporre una rapida correzione di rotta, ma ancora di più che il Governo prenda atto dell'impossibilità non solo della campagna referendaria radiotelevisiva con i palinsesti sconvolti dalle notizie sul coronavirus, ma anche del voto stesso. Se non accadesse si verificherebbe un caso inedito per gravita nella storia delle democrazie consolidate di negazione di ogni diritto, persino alla salute, oltre che ad essere informati", concludono.