Referendum, senatori Fi: ecco perchè abbiamo ritirato le firme

Pol/Gal

Roma, 9 gen. (askanews) - "Oggi abbiamo preso una decisione importante, impedire a qualcuno di farsi prendere dalla tentazione di andare a votare senza ridurre prima il numero dei parlamentari". Lo dichiarano in una nota i senatori di Forza Italia Franco Dal Mas, Massimo Mallegni, Laura Stabile e Barbara Masini spiegano le ragioni per cui hanno ritirato le loro firme dalla richiesta di referendum sulla riforma costituzionale proprio nel momento in cui veniva presentanza in Cassazione.

"Quando abbiamo, tra i primi, sostenuto la raccolta delle firme sul referendum, lo abbiamo fatto perché convinti fosse necessario un coinvolgimento della gente per un passaggio così delicato e significativo per la rappresentanza parlamentare - dicono i senatori azzurri -. È evidente che questa riforma che coinvolge soltanto tre articoli della Costituzione, 56, 57 e 59, non è la soluzione. Forza Italia ha da sempre, incluso in questa legislatura, richiesto una modifica Costituzionale che prevedesse oltre alla riduzione del numero dei parlamentari anche l'elezione diretta del Capo dello Stato, perno di stabilità come accade nelle moderne democrazie e la conseguente riforma per l'elezione del Parlamento. La riforma approvata è sicuramente una 'marchetta' elettorale di facciata che i 5 Stelle e la Lega hanno sostenuto in tre letture tra Camera e Senato".

"Paradossalmente, contrariamente a ciò che può sembrare, l'improvvisa conversione alla richiesta di referendum, pur contenendo in sé una buona ragione, nasconde la vera ragione che mira, proprio grazie all'avvio della procedura referendaria, ad acquisire la possibilità, in caso di elezioni anticipate, di votare con l'attuale numero di parlamentari. E questa è la vera operazione di palazzo. Se non saranno raggiunte le firme e quindi dal 12 di gennaio la modifica costituzionale sarà definitiva, dalla prossima consultazione elettorale gli italiani eleggeranno 300 parlamentari in meno. Noi auspichiamo che questo governo se ne vada prima possibile, e che i Cittadini possano tornare ad esprimersi senza 'giochetti' di palazzo", concludono.