Referendum taglio dei parlamentari: giovedì il deposito in Cassazione

taglio dei parlamentari

Il termine per presentare le firme per il referendum sul taglio dei parlamentari è il 12 gennaio 2020: questa mossa potrebbe anticipare le elezioni. Giovedì 9 gennaio, inoltre, le 64 firme dei senatori che chiedono la consultazione popolare verranno depositate in Cassazione. Verrà definita solo in seguito una possibile data per il referendum che non prevede quorum. Presumibilmente si parla della prossima primavera, magari tra maggio o giugno. Venerdì alle 10.30, infine, il Partito Radicale consegnerà in Corte di Cassazione, a piazza Cavour, le firme per la richiesta di referendum.

Referendum taglio dei parlamentari

Prosegue l’iter per indire il referendum confermativo sulla legge che prevede il taglio dei parlamentari: giovedì 9 gennaio il deposito in Cassazione. Sono 64 i senatori che hanno richiesto la consultazione elettorale per varare la legge voluta da M5s. Spetterà dunque alla Cassazione (entro il tempo massimo di un mese) la verifica delle firme. Poi il testimone passerà invece al governo, al quale spetta la decisione di una data per il referendum confermativo. L’esecutivo avrà due mesi di tempo. Infine, considerate le scadenze, si potrebbe andare a votare tra maggio e giugno.

La legge venne approvata lo scorso 10 ottobre dal Parlamento, ma la raccolta di almeno 64 firme potrebbe condurre a referendum confermativo. Stando al testo, il numero dei parlamentari verrebbe ridotto per la Camera da 630 a 400 deputati, mentre per il Senato da 315 a 200 senatori. Inoltre, è previsto un taglio dei seggi: da 12 a 8 per i deputati e da 6 a 4 per i senatori. Con la mossa del referendum, però, potrebbe arrivare anche la richiesta di elezioni anticipate: in questo modo, infatti, verrebbero eletti ancora 945 parlamentari.