Referendum tra Venezia e Mestre, non si raggiunge il quorum

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Fallisce anche il quinto tentativo di referendum per separare il territorio di Venezia da quello sulla terraferma di Mestre. Non si è riusciti a raggiungere il quorum del 50 per cento dei votanti più 1 nemmeno questa volta. Solo il 21,73 per cento degli aventi diritto al voto, corrispondente a 44.887 cittadini su un totale di 206.553 iscritti, si è infatti recato ai seggi.

Fallisce il referendum per separare Venezia e Mestre

Laguna e terraferma non riescono a dividersi neanche questa volta. La separazione tra Venezia e Mestre, con la nascita di due distinti comuni, sembra non essere destinata ad accadere. Il referendum di domenica 1° dicembre si è rivelato quello con la più bassa affluenza di sempre. Questa volta infatti si è recato alle urne solo un elettore su cinque.

“Venezia e Mestre sono indivisibili. Speriamo che questa volta sia l’ultima, ma alle follie non c’è mai fine”. Questo il commento dell’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, contrario al movimento separatista. Tra chi invece è andato a votare è prevalso il sì, scelto da sei elettori su dieci, soprattutto dai residenti nel centro storico di Venezia e nelle isole. Percentuale favorevole al no invece a Mestre. Il fronte del no ha fatto soprattutto leva sull’astensione dal voto, strategia che alla lunga si è rivelata vincente.

Negli ultimi giorni di campagna referendaria, il malcontento degli abitanti di Venezia, la parte della popolazione più favorevole alla separazione, era cresciuto in modo esponenziale. Tra le cause principali il fenomeno dell’acqua alta che tra il 12 e il 15 novembre ha fatto innalzare la marea fino a 187 centimetri. I primi tre referendum sul tema, del 1979, del 1989 e del 1994, hanno visto prevalere il fronte dei contrari alla separazione. Nel referendum del 2003 invece non è stato raggiunto il quorum, ma è stata registrata un’affluenza comunque maggiore rispetto a quella di quest’anno, con il 39 per cento degli elettori.