Regeni, Gabrielli: ragione di Stato non offuschi ricerca verità

Gci/Ral

Roma, 27 nov. (askanews) - "Non si deve pensare che la ragione di Stato o la necessità di collaborazione su alcuni temi possa offuscare la nostra volontà di chiedere il massimo della verità sul caso Regeni. L'esigenza di mantenere la collaborazione non può e non deve comprimere il diritto alla verità che è una richiesta che non viene solo da una famiglia da un Paese intero per capire come è avvenuta la fine molto tragica di un nostro connazionale". Ma tutto ciò non può impedire, a livello istituzionale, contatti con l'Egitto. A precisarlo è stato il capo della Poliza Franco Gabrielli, parlando con i giornalisti al termine dei lavori dell'Itepa (International training center at the Egyptian police academy), la conferenza di formazione sulla gestione dei confini e dei flussi migratori, conclusa a Roma.

Una collaborazione necessaria, ha spiegato Gabrielli, "a meno che non si decida, evitando qualsiasi forma di ipocrisia che spesso alberga in questo Paese, che con questo Paese non si debbano avere più rapporti. Noi, allora - ha sottolineato - saremmo conseguenti. Ci sono - ha poi aggiunto - questioni legate alla collaborazione su temi che riguardano la sicurezza nazionale. Noi abbiamo il dovere di lavorare con quei paesi che, sotto il profilo della formazione, sono importanti nel contrasto all'immigrazione clandestina e al traffico degli essere umani".