Regeni, genitori: "Abbiamo combattuto depistaggi e omertà"

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"Siamo grati ai nostri procuratori e alle squadre investigative per il lavoro instancabile svolto in questi quattro anni in sinergia con noi e la nostra legale. Se oggi abbiamo i nomi di alcuni dei responsabili del sequestro, delle torture e dell'uccisione di Giulio e se alcuni di quei nomi sono iscritti nel registro degli indagati lo dobbiamo a loro". Così Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, dopo l'audizione davanti alla neocommissione di inchiesta sulla morte del ricercatore friulano del procuratore facente funzioni Michele Prestipino e del sostituto procuratore Sergio Colaiocco. 

"In questi anni di dolori, fatiche e amarezze in cui abbiamo dovuto lottare contro violenze depistaggi, omertà, prese in giro e tradimenti abbiamo imparato quanto è preziosa la fiducia. Oggi per la prima volta i nostri procuratori hanno potuto rendere pubblici gli sforzi e - sottolineano i genitori del ricercatore friulano ucciso in Egitto nel 2016 - i risultati del loro lavoro e da oggi chiunque in Egitto e in Italia sa che la nostra fiducia in loro è ben riposta. Il loro e il nostro lavoro di indagine va sostenuto con decisione e onestà dalla nostra politica e da qualsiasi istituzione europea che si professi democratica". 

"L'intangibilità dei corpi e della vita umana, la tutela dei diritti inviolabili e tra questi il diritto dei cittadini ad avere verità e ottenere giustizia, la dignità di persone e governi sono valori irrinunciabili che devono prevalere su qualsiasi opportunismo politico o personale. Pretendere, senza ulteriori dilazioni né distrazioni, verità per Giulio e per tutti noi è un dovere e un diritto inderogabile. Confidiamo che la commissione d'inchiesta sappia sostenere con umiltà, rispetto e intelligenza il lavoro della nostra magistratura e della nostra legale", concludono.