Regeni, mamma: "Renzi ci chiese incontro senza legale"

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Un primo incontro con l'allora premier Matteo Renzi ci fu il "9 marzo. Renzi ci chiese di andare senza la nostra legale, cosa che oggi non faremmo più, quella volta l'emotività e il desiderio di muovere le cose ci fece accettare di andare senza. Fu una cosa strana". Lo ha detto Paola Deffendi, mamma di Giulio Regeni, sentita in commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del giovane ricercatore ucciso in Egitto nel 2016, aggiungendo che in seguito a qualsiasi incontro con le istituzioni la famiglia andò con il suo avvocato e fece prima un vertice con i procuratori anche grazie alla loro "collaborazione". 

"A luglio ci fu un nuovo incontro in cui Renzi ci fa un discorso come se fossero già in Italia i famosi video della sorveglianza della metro", che hanno ripreso gli ultimi istanti prima della scomparsa, "ci venne detto come se quei video fossero stati già visti. Noi restammo basiti", ha continuato la mamma di Giulio sottolineando insieme all'avvocato che solo in seguito quei video uscirono fuori. 

Se la politica non collabora a costruire un quadro favorevole, la procura di Roma non riesce ad andare avanti", ha aggiunto la donna, rivelando anche di aver "scoperto che Giulio era stato torturato leggendo i quotidiani online". "Probabilmente non ci era stato riferito per una questione di tutela, ma siamo nella società della tecnologia e dunque tutto si viene a sapere", ha continuato. 

Anche per il padre del ricercatore, Claudio Regeni, "ci sono delle zone grigie sia dal lato del governo egiziano, che da più di un anno è recalcitrante e non collabora come ci si sarebbe aspettato, sia da parte italiana: chiediamo il richiamo dell’ambasciatore" italiano in Egitto. "Da tempo l’ambasciatore Cantini non ci risponde. Evidentemente persegue obiettivi altri, diversi da quelli di verità e giustizia. Mentre porta avanti altri con successo iniziative rivolte all’agevolazione di scambi economici, affari, politica e turismo", hanno detto i genitori. 

I genitori nel corso dell’audizione avevano già criticato la decisione di inviare l’ambasciatore Giampaolo Cantini in Egitto, dopo che era stato richiamato Maurizio Massari. La scelta presa da parte dell’allora ministro degli Esteri Angelino Alfano è stata definita dalla mamma di Giulio come "una fuffa velenosa". "Le persone che credono nelle istituzioni hanno creduto fosse una buona strategia quella di mandare Cantini invece si è rivelata una fuffa velenosa", ha sottolineato la mamma di Giulio.