Regeni, salta processo agli 007 egiziani: gli atti devono tornare al Gup

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Manifestazione a Palermo per Giulio Regeni (Photo by Antonio Melita/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)
Manifestazione a Palermo per Giulio Regeni (Photo by Antonio Melita/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

Gli atti del processo agli 007 egiziani accusati di avere sequestrato e ucciso Giulio Regeni devono tornare al Gup. E' quanto deciso dalla corte d'Assise di Roma. La decisione è legata all'assenza in aula degli imputati, nodo affrontato nella prima udienza.

VIDEO - Naufraga il processo Regeni per la mancata notifica agli imputati

Dopo una camera di consiglio durata oltre cinque ore, i giudici hanno annullato l'atto con cui il Gup ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati nel maggio scorso. Si riparte quindi dall'udienza preliminare. Il giudice dovrà utilizzare tutti gli strumenti, compresa una nuova rogatoria con l'Egitto, per rendere effettiva e non solo presunta la conoscenza agli imputati del procedimento a loro carico.

Il nodo sulla presenza del generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif si annunciava complesso. A parere della Corte d'assise di Roma "il decreto che disponeva il giudizio era stato notificato agli imputati comunque non presenti all'udienza preliminare mediante consegna di copia dell'atto ai difensori di ufficio nominati, sul presupposto che si fossero sottratti volontariamente alla conoscenza di atti del procedimento". 

Fonti di procura esprimono amarezza e sorpresa mentre i familiari di Giulio, presenti in aula, non si dicono rassegnati: è "solo una battuta d'arresto, premiata la prepotenza egiziana".

VIDEO - Prima udienza per l'omicidio di Giulio Regeni

"Dopo cinque anni e mezzo di faticosa battaglia vogliamo un processo. Ma che sia regolare, siamo qui per proteggere la verità", hanno detto gli avvocati Alessandra Bellerini e Francesco Romeo, legali della famiglia di Regeni. I legali hanno fatto riferimento ai "depistaggi clamorosi" messi in atto dalla National Security e dagli imputati. Dal finto movente omosessuale, all'uccisione della banda di rapinatori fino ad arrivare al film sulla vicenda di Regeni, andato in onda sui media egiziani e comparso anche sui social network, "evidentemente diffamatorio tanto che i genitori di Giulio hanno presentato una denuncia-querela alla Procura di Roma". 

Ballerini ha ricordato che a Giulio furono "fratturati denti e ossa. Incise lettere sul corpo. La madre lo riconoscerà dalla punta del naso". Tutto ciò è avvenuto "in un luogo di tortura della National Security. Giulio muore non per le torture ma per torsione del collo, perché qualcuno decide che doveva morire. In questi anni abbiamo subito pressioni e i nostri consulenti in Egitto sono stati arrestati e torturati".

VIDEO - Chi è Giulio Regeni?

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