Regeni: teste, ‘007 decisero di inscenare rapina finita male’

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Roma, 14 apr. (Adnkronos) – Gli 007 egiziani sapevano della morte di Giulio Regeni già dalla mattina del 2 febbraio e per deviare l’attenzione da loro decisero di inscenare una rapina finita male. E’ quanto emerge dalla nuova testimonianza, acquisita agli atti dai magistrati di Roma che indagano sul sequestro e omicidio del ricercatore italiano ucciso cinque anni fa in Egitto. Si tratta di un amico del sindacalista Said Mohamed Abdallah, rappresentante del sindacato indipendente dei venditori ambulanti, che ha raccontato di averlo incontrato la sera del 2 febbraio, il giorno prima del ritrovamento del corpo di Regeni, riferendogli quanto gli era accaduto la mattina nel commissariato di Dokki.

Il sindacalista, che aveva denunciato il ricercatore italiano all’intelligence, riferì al suo amico che uno dei quattro 007 imputati, Usham Helmi, ricevette una chiamata da una persona rimasta ignota, che gli comunicava che Regeni era morto, e assistette al colloquio in cui si diceva che la soluzione era quella di inscenare una rapina.

“Ero entrato in rapporti con Abdallah per ragioni del mio lavoro. Il 2 febbraio 2016 – ha raccontato l’uomo agli inquirenti italiani – io ero con Abdallah e ho notato che era palesemente spaventato. Lui mi ha spiegato che Giulio Regeni era morto e che quella mattina era nell’ufficio della State Security in compagnia di un ufficiale di polizia che lui chiamava Uhsam, quando quest’ultimo aveva ricevuto la notizia”.