##Reggio C., tabaccaio ucciso perché non si piega a cosca: 4 arresti

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Roma, 14 gen. (askanews) - Non si piegava alla cosca e con il suo tabacchi toglieva i clienti al concorrente, elemento di spicco dei Tegano, dava fastidio così è stato eliminato: quattro persone, mandante, killer e aiutanti sono stati arrestati dagli agenti di Reggio Calabria per l'omicidio di Bruno Ielo, il tabaccaio di 66 anni ucciso a colpi di pistola in un agguato, la sera del 25 maggio 2017.

L'operazione, battezzata significativamente "Giù la testa", ha avuto il suo epilogo stamattina, al termine di articolate indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della procura distrettuale di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri: gli investigatori della polizia hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa l'8 gennaio, dal gip di Reggio Calabria, su richiesta della Dda, nei confronti di quattro uomini, ritenuti responsabili a vario titolo, di omicidio premeditato, tentata estorsione, rapina, aggravati, per il metodo mafioso usato e per avere agevolato la cosca Tegano, operante nei quartieri Archi e Gallico, e tentato omicidio.

I quattro arrestati sono: Francesco Polimeni, 56enne di Reggio, detenuto nel carcere di Prato, Francesco Mario Dattilo, 46enne di Reggio Calabria, Cosimo Scaramozzino, 53enne di Reggio Calabria, tutti e tre accusati dell'omicidio premeditato del tabaccaio, e Giuseppe Antonio Giaramita, 57enne di Castelvetrano, l'unico non accusato anche di omicidio premeditato, sottoposto agli arresti domiciliari.

L'inchiesta è stata condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria, sotto le direttive dei sostituti procuratori della Dda Stefano Musolino e Giovanni Gullo, ha fatto luce sull'omicidio del tabaccaio Bruno Ielo, ucciso a colpi di pistola. Al momento dell'omicidio, intorno alle 21.10 del 25 maggio 2017, l'uomo percorreva con il suo scooter via Nazionale per rientrare a casa a Catona, preceduto di pochi metri dalla figlia Daniela che viaggiava con la sua auto. Il killer, su uno scooter chiaro, il volto nascosto da un casco integrale, lo ha avvicinato e ha sparato contro di lui alcuni colpi con una pistola semiautomatica Beretta, calibro 7.65, con la matricola abrasa. Uno dei proiettili colpì la vittima alla nuca, senza dargli scampo.

(segue)