Reggio C., usura bancaria e estorsione: 7 avvisi chiusura indagini -2-

Red/Sav

Roma, 6 nov. (askanews) - In altri casi, infatti, il direttore dell'ufficio, in concorso con i dipendenti coinvolti, ricattava i titolari di imprese commerciali di classificare il debito della società nei confronti della banca quale "in sofferenza" e, quindi, di segnalare l'impresa alla centrale dei rischi della Banca d'Italia, corredando l'ingiustificata minaccia con quella di fallimento della società e di sequestro dei possedimenti personali dei coartati imprenditori.

Servendosi di queste "intimidazioni" quindi, il direttore dell'ufficio induceva i clienti, in maniera forzata, a sottoscrivere ingenti finanziamenti per estinguere la posizione debitoria, nonché a stipulare, allo scopo di ottenere il finanziamento, polizze assicurative presentate come obbligatorie ma, in realtà, assolutamente facoltative.

I reati, accertati come ripetutamente perpetrati in maniera indisturbata dai protagonisti dell'associazione, in un'atmosfera di ritenuta impunità, solo per accaparrarsi i premi in denaro previsti per i contratti finanziari stipulati, sono aggravati dalla circostanza di essere stati commessi con abuso di prestazioni d'opera, avendo gli indagati approfittato del rapporto fiduciario instaurato dall'istituto bancario con le persone offese, che sono state identificate, per il periodo oggetto di indagine, in 17 persone fisiche e nell'istituto bancario di appartenenza dei soggetti.

Gli ignari cittadini, facendo giustamente affidamento su quanto prospettato dai dipendenti dell'ufficio e dell'istituto di credito, diventavano a tutti gli effetti vittime di estorsione, usura e truffa, con un conseguente aggravamento, invece, nella quasi totalità dei casi, della propria situazione personale ed economica, già non florida.

L'operazione è stata chiamata "Chiro".