Reggio C., usura bancaria e estorsione: 7 avvisi chiusura indagini

Red/Sav

Roma, 6 nov. (askanews) - Al termine di un'indagine coordinata dalla Procura di Reggio Calabria, i finanzieri del posto hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a 7 persone indagate di far parte dal 2012 di un'associazione a delinquere composta dal direttore di un ufficio finanziario "small business", incardinato nella sede centrale reggina di un noto istituto bancario nazionale, e da 6 dipendenti dello stesso ufficio, dedita alla commissione dei reati di usura, estorsione e truffa, anche aggravati.

Promotore dell'associazione, è stato rilevato essere il direttore dell'ufficio finanziario che, coadiuvato dai suoi "fidati" dipendenti, ha messo in atto una serie condotte estorsive e truffaldine per coartare o indurre con l'inganno i clienti dell'istituto di credito, titolari di imprese commerciali, ad aderire a polizze assicurative, prospettate come una garanzia necessaria e indispensabile per ottenere i finanziamenti richiesti all'istituto.

Nello specifico, le persone offese erano costrette o comunque indotte con l'inganno dai membri dell'associazione a contrarre i finanziamenti in modo tale da far conseguire all'istituto di credito le commissioni spettanti all'intermediario tra le imprese-clienti e le società di assicurazione per l'adesione alle citate polizze assicurative: l'obiettivo era conseguire premi in denaro che l'istituto avrebbe poi riconosciuto sia ai singoli operanti, appartenenti all'associazione a delinquere, sia al loro ufficio di appartenenza.

Ma gli episodi di minacce estorsive non si sono limitate soltanto a questa tipologia.

(Segue)