Reggio Calabria, bancarotta Multiservizi: "Fiume di denaro" a cosche -3-

Red/Gtu

Roma, 3 ott. (askanews) - In questo modo alle imprese riconducibili agli indagati, tra il 2008 e il 2011, sono stati assicurati profitti per oltre 5 milioni e 800mila euro, mentre sono stati iscritti abilancio ulteriori debiti per fatture da pagare per quasi 4 milioni.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno evidenziato 'il meccanismo criminale messo a punto dagli indagati che, ricoprendo contestualmente cariche all'interno delle società coinvolte, si prodigavano per introitare indebitamente le risorse pubbliche che, attraverso contratti fraudolentemente predisposti, garantivano ai soci di Gst, quindi agli indagati, di beneficiare di enormi somme di denaro'.

A completare il quadro, i finanzieri hanno ricostruito i legami di alcuni degli indagati con le cosche, in base ad altri procedimenti, da cui emerge in particolare il ruolo della cosca Tegano, che - grazie ai suoi collegamenti - era così riuscita 'ad infiltrarsi e a controllare completamente il flusso di danaro che, dalle casse comunali, affluiva alla Multiservizi infiltrando un loro uomo fidato nel ruolo di direttore operativo con ampia capacità decisionale'.

Nel 2012 la prefettura di Reggio Calabria, anche alla luce degli elementi emersi nell'ambito delle varie indagini che avevano rivelato i legami degli imprenditori con la 'ndrangheta, ha emesso interdittiva antimafia nei confronti della Gst srl, a seguito della quale il Comune di Reggio Calabria ha deliberato lo scioglimento della Multiservizi Reggio Calabria Spa, che è stata messa in liquidazione. Entrambe le società, tra il 2014 e il 2015, sono state dichiarate fallite.

I finanzieri hanno svolto indagini economiche e patrimoniali, per individuare il patrimonio finanziario e immobiliare riconducibile ai componenti dell'organizzazione che ha svuotato le due società, e, utilizzando anche i risultati di pregresse indagini, 'sono state ricostruite le acquisizioni patrimoniali e finanziarie - dirette o indirette effettuate nell'arco temporale d'interesse, definendo il profilo reddituale e quello patrimoniale degli indagati e dei relativi nuclei familiari', un'individuazione che ha portato ad un sequestro preventivo da oltre 5 milioni di euro.