Reggio Calabria, bancarotta Multiservizi: "Fiume di denaro" a cosche

Red/Gtu

Roma, 3 ott. (askanews) - Dietro la bancarotta della Multiservizi Spa a Reggio Calabria un 'fiume di denaro' alla 'ndrangheta: una rete di collusione e i fondi pubblici, destinati alla manutenzione dei servizi primari ai cittadini arrivavano invece nelle mani delle cosche. Otto persone sono state arrestate per bancarotta fraudelenta e sono stati sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro. In totale gli indagati per bancarotta fraudolenta, sono 18, tra cui figura anche l'ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti .

L'indagine contesta solo il reato di bancarotta fraudolenta - sottolineano i finanzieri - mentre i profili che riguardano l'accertamento dei collegamenti degli indagati con la criminalità organizzata saranno oggetto di successive indagini, anche se nell'ordinanza che dispone le misure cautelari il gip, facendo tesoro anche di precedenti indagini, evidenzia già i collegamenti di alcuni degli imprenditori finiti ai domiciliari con le cosche.

La manutenzione della rete stradale cittadina, della rete idrica, dell'illuminazione, delle scuole e dei parchi dovevano essere assicurati dai milionari stanziamenti di fondi pubblici confluiti nella Multiservizi spa. Il denaro invece, 'grazie al patto scellerato con politici e imprenditori collusi e disonesti, è finito invece nelle tasche delle cosche', con 'un vero e proprio piano strategico' diretto al controllo della cosa pubblica e all'accaparramento di ingenti profitti 'per far sì -annota il gip - che la Multiservizi Spa divenisse uno strumento funzionale al soddisfacimento degli interessi economici della 'ndrangheta e di alcune famiglie di imprenditori ad essa legate'. 'Un fiume di denaro' che, 'attraverso un meccanismo fraudolento, ha favorito società facenti capo a famiglie con stabili collegamenti con la criminalità organizzata reggina a discapito della collettività': sono queste le parole che si leggono nelle carte con cui il gip ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare, in cui - spiegano i finanzieri in una nota - ha assunto gli esiti delle indagini svolte dalla guardia di finanza, coordinata dalla Procura diretta da Giovanni Bombardieri.

L'ordinanza, emessa dal giudice per le indagini preliminari Giovanna Sergi, su richiesta del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni è stata eseguita dai finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria con il supporto operativo dei colleghi di Milano, Siena ed Agropoli (Salerno), dispone l'applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di otto imprenditori reggini, accusati - a vario titolo e in concorso tra loro - di bancarotta fraudolenta, perché 'quali titolari di cariche o qualifiche societarie, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, distraevano e dissipavano il patrimonio delle società Multiservizi Spa e Gestione servizi territoriale Srl in pregiudizio dei creditori, cagionandone dolosamente il fallimento'.(Segue)