Regionali, +Europa ricorre a Consulta: illegittime norme su firme

Rea
·1 minuto per la lettura

Roma, 29 lug. (askanews) - "Oggi +Europa, con gli avvocati Fabrizio Cassella e Simona Viola (che di +Europa è anche presidente), ha presentato un conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale contro Camera e Senato per l'illegittimità della legislazione elettorale introdotta in sede di conversione del decreto legge 26/2020". È quanto si legge in una nota di +Europa. In particolare +Europa "denuncia come la mancata estensione dell'esonero dalla raccolta firme anche per le liste che sono rappresentate in Parlamento ma non nei consigli regionali uscenti, in una situazione di perdurante crisi pandemica, rappresenti una palese violazione del diritto di elettorato attivo e passivo. Nel ricorso si spiega infatti come l'attività di raccolta delle sottoscrizioni degli elettori sia concretamente incompatibile con il rispetto delle prescrizioni sul distanziamento personale e sul divieto di assembramento e dunque la presenza di un tale obbligo comporti di fatto l'esclusione anche di forze politiche evidentemente rappresentative dalla possibilità di partecipare alle elezioni". "Mentre chiedono di prolungare lo stato di emergenza - dichiara il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova - la maggioranza e il governo organizzano le elezioni come se non ci fosse alcun rischio sanitario, lasciando alle forze politiche l'alternativa se mettere a rischio la salute pubblica o rinunciare alla partecipazione alle elezioni. Abbiamo denunciato il rischio da tempo. Lo abbiamo certificato con pareri scientifici che renderemo noti nei prossimi giorni. Dopo il silenzio di Governo e maggioranza, quanto mai eloquente, chiediamo che sia la Consulta a porre rimedio al danno grave e irreparabile che +Europa (e non solo +Europa), rischia di subire".