Regionali, Franceschini: coalizione Pd-M5s ora è strategica

Gal

Roma, 26 ott. (askanews) - "Mi ha fatto piacere vedere sullo stesso palco Conte, Zingaretti, Di Maio e Speranza, era quello che speravo avvenisse ed è avvenuto anche più fretta del previsto". Dario Franceschini, ministro della Cultura e capodelegazione Pd al governo, è soddisfatto per la manifestazione di chiusura della campagna in Umbria e in un'intervista a La Stampa dice che ha fatto bene il governo a mettere la faccia in una partita ad alto rischio come la difficile battaglia umbra: "Ha fatto bene, l'Umbria è una sfida importante per la regione edè un dato politicoimportante per il paese. E denota la differenza profonda che c'è tra questa alleanza e la precedente. Non solo per i contenuti: quella era un'alleanza tra avversari rimasti tali, noi indichiamo una prospettiva politica. Questa in Umbria è la prima tappa di un percorso che deve durare nel tempo. Quindi è giusto metterci la faccia". A presciendere al risultato in Umbria infatti secondo il ministro "questo è un discorso strategico che deve proseguire nel tempo. Dopo l'Umbria, ci saranno Calabria, Emilia Romagna, poi sempre nel 2020 Toscana, Liguria, Campania. Tutte le alleanze hanno vittorie e sconfitte. Io sono ottimista sul risultato in Umbria. Ma non è un solo risultato che può condizionare in senso positivo o negativo il futuro di un campo riformista che si ricandidi a governare il paese. Rispetto le prudenze di tutti, però rovescio la prospettiva: se il governo va avanti bene, che ragione può esserci per dire agli elettori 'governiamo insieme l'Italia ma non ci presentiamo insieme nelle regioni o città in cui si vota'?".

"Credo che in Emilia ci siano tutte le condizioni perché Bonaccini, che ha governato bene, vinca. La dico più semplice: ci sono le condizioni perché il centrosinistra vinca anche da solo. Detto questo, con l'alleanza che spero si faccia con i 5 Stelle, in Emilia non c'è partita".

Per Franceschini "la prospettiva di un'alleanza stabile ha la forza della ragione: ci si può arrivare lentamente o velocemente, ma è fisiologico che si arrivi lì. E molto spesso i nostri elettori vanno più in frettadeigruppi dirigenti". Dovrete convincere pure Renzi. La sua assenza in Umbria non è un buon viatico.

"Da subito ho creduto che questo dovesse essere l'inizio di un percorso che deve portare a costruire un'alleanza elettorale tra centrosinistra e cinque stelle, in grado di governare il paese. E di allearsi nelle regioni, nei comuni e di sconfiggere la destra, creando in Italia un nuovo bipolarismo. Un campo riformista contro una destra che ha il baricentro spostato verso le estreme, che non è più quello degli anni di Berlusconi", prosegue l'esponente del Pd.

Ma se non funzionasse e l'allenza non reggesse secondo Franceschini: "Il governo Conte è l'ultimo di questa legislatura e se si logorasse l'alleanza non si capisce come si potrebbe fare un governo con la stessa alleanza il giorno dopo. E non è una minaccia, ma una constatazione".